Matteo Renzi

Enews 530, venerdì 15 giugno 2018

Sono passati 100 giorni dalle elezioni. Possiamo dire che non ci siamo annoiati ma il governo del cambiamento per adesso è solo il governo del gattopardo: tutto sembra cambiare mentre nulla cambia.
La nuova maggioranza di Governo in questi 100 giorni sostiene di aver scritto la storia almeno 8 volte. Ha avanzato e poi fortunatamente ritirato l’accusa di alto tradimento per il Presidente della Repubblica. Ha creato frizioni diplomatiche con tutti i vicini a cominciare dalla Tunisia, nostro storico alleato nel Mediterraneo. Ha scolpito il proprio accordo grazie a un faticoso lavoro programmatico che ci è costato cento punti di spread (se rimane questa media, alla fine dell’anno saranno più o meno due miliardi di euro di costi in più sul debito pubblico, che pagheremo noi italiani) ma che abbiamo recentemente scoperto essere stato impostato in una cena segreta presso un importante costruttore romano.

Ieri stavo facendo rifornimento da un benzinaio di Pontassieve. Mi si avvicina un signore che di mestiere fa il muratore. E con modo molto civile mi dice, tirando giù il finestrino del camion: “Scusi Renzi posso dirle perché stavolta io non ho votato PD oppure si offende?”
Gli rispondo: “Lei mi fa una cortesia, mi aiuta a capire. Grazie! Ce ne fossero persone come lei”
E lui: “Mi avete fregato sulle pensioni. Io lavoro da 42 anni. Perché non posso andare in pensione? E io avevo fatto anche la richiesta di fare l’APE, che mi sembrava una buona idea, ma poi l’INPS mi ha bocciato la proposta. Allora ho votato Cinque Stelle”

Le ragioni per le quali tanta gente ha votato Lega o Cinque Stelle sono varie. E non è che abbiamo perso le elezioni per colpa dell’INPS, sia chiaro. Ma mi colpisce molto come nessuna delle proposte della campagna elettorale su cui Cinque Stelle e Lega hanno preso voti sia stata veramente affrontata.
Avevano promesso il reddito di cittadinanza, non ne parlano più.
Avevano promesso la flat tax, non ne parlano più.
Avevano promesso di cancellare la Fornero nel primo consiglio dei ministri, non ne parlano più.
Faranno un gigantesco lavoro di comunicazione per cancellare le promesse, non per mantenerle.

Per il momento, dopo 100 giorni non sono partite nemmeno le commissioni parlamentari. Perché Cinque Stelle e Lega, cioè la maggioranza, non sono d’accordo. Non era mai accaduto nella storia di diciotto legislature che dopo 100 giorni i parlamentari non fossero messi in condizioni di lavorare. Poi si dice: gli sprechi della politica. Il primo spreco della politica viene da questa incredibile maggioranza che si riempie la bocca contro la casta, ma poi non permette ai parlamentari di lavorare. Vi scrivo da un Senato che anche oggi è semivuoto. Ma la colpa non è dei senatori, la colpa è della maggioranza che non fa lavorare il Parlamento.

Ci sono due questioni invece che vanno per la maggiore.
E su entrambe si vede la differenza tra noi e questa maggioranza.
Noi siamo #altracosa e avverto la necessità di ribadirlo con forza.
Oggi che loro sembrano col vento in poppa io voglio mettere fuori la faccia per dire che noi siamo radicalmente un’altra cosa.

  1. Questione giudiziaria. L’ennesimo scandalo giudiziario che sta catturando l’attenzione dei media riguarda la costruzione del nuovo stadio della Roma. Personalmente sono e rimango garantista. Si è colpevoli solo con sentenza passata in giudicato e qui nessuno è colpevole finché una sentenza lo certificherà. Ragiono di politica, non di giustizia. Penso che cambiare il progetto per lo stadio sia stata una pessima idea: sono diminuite le opere pubbliche e sono aumentate le consulenze. Conclusione: tutto quello in cui mette mano l’amministrazione grillina di Roma si ferma. È stato così per le Olimpiadi, e il conto lo stanno pagando gli italiani. È stato così per lo Stadio, e mi dispiace per i tifosi giallorossi. Abbiamo chiesto al Ministro della Giustizia Bonafede di venire a relazionare in Parlamento visto che l’avvocato Lanzalone (premiato con la presidenza di una municipalizzata dal nuovo che avanza) che passava le cene a fare accordi con la Lega o discutere di nomine con Casaleggio è stato portato nel Movimento Cinque Stelle proprio dal Guardasigilli. Non è possibile scaricare tutto sempre sulla Raggi: chi le ha imposto quei collaboratori deve spiegare perché lo ha fatto e cosa c’è sotto. Avrà Bonafede il coraggio di venire a riferire in Senato?
  2. Questione immigrazione. Salvini ha fatto credere agli italiani di aver bloccato gli sbarchi. Non ha bloccato proprio nulla. Ha più facilmente preso in ostaggio una nave con 629 persone e ci ha giocato una cinica battaglia politica. Molti italiani lo hanno apprezzato per questo, io no. Siamo #altracosa davvero: continuo a pensarla come in questo video del 2015. L’ho ripetuto lo scorso anno nel libro Avanti: “Aiutiamoli a casa loro”. Ma se vuoi aiutarli a casa loro non blocchi una nave con donne e bambini in mezzo al Mediterraneo: aumenti i soldi per la cooperazione internazionale. Se vuoi solidarietà dall’Europa blocchi i soldi italiani che vanno al governo ungherese che costruisce muri, non fai sceneggiate buone per mille like su facebook. Se vuoi che tutti accolgano, cambi il trattato di Dublino, voluto e firmato dalla Lega quando era al Governo. Se vuoi che l’Europa cambi rotta, vai alle riunioni europee anziché saltare tutti gli appuntamenti. Questa è la politica. Per la propaganda invece basta bloccare una nave, mentre altre attraccano tranquille in Italia, e farci del cinema con parole stile: “La pacchia è finita, la crociera cambia destinazione”. Per la memoria di tutti quelli che sono morti in mare, mi vergogno di questo vocabolario. Bisogna investire sull’Africa, bloccare le partenze, ridistribuire gli arrivi, richiamare la solidarietà europea. Ma non si fa sulla pelle di chi rischia di morire in mare. Direte: Matteo, sono le cose che hai sempre detto. Già. Ma sentivo il bisogno di ridirle. Lo ripeto con quel video del 2015. Posso perdere tre voti (che come abbiamo visto non sono solo tre), ma non posso perdere la faccia davanti ai miei figli. Siamo #altracosa

Prima o poi torneremo a raccontare il nostro futuro, le nostre idee. Ci stiamo lavorando molto, a tutti i livelli. E non vedo l’ora di tornare a condividere la speranza insieme a tutti voi.
Nel frattempo però permettetemi di fare due precisazioni su materiale vergognoso che gira sui social

  1. Di Maio dice che io avrei venduto l’Italia per 80€, scambiando la flessibilità con l’immigrazione. Basta guardare le agende per capire che è una frase falsa. Gli 80€ vengono presentati a marzo 2014, l’operazione Tritone arriva mesi e mesi dopo. Non solo. Il fatto che i rifugiati sbarchino in Italia non dipende da una scelta del mio governo ma dagli accordi di Dublino del 2003, ai tempi in cui Di Maio frequentava ancora la scuola e Berlusconi era il premier. Con Tritone abbiamo solo preteso di decidere noi in quali posti mandarli per evitare che le varie navi scegliessero a piacere il porto creando situazioni di ingorghi senza coordinamento. Atteso che dovevano venire in Italia, per legge, abbiamo preteso di coordinare gli sbarchi per evitare di lasciarli tutti a Pozzallo. Ma inserire la storia degli 80€ è una bugia bella e buona. Anzi una bugia né bella, né buona. Come tutte le bugie di Di Maio. Che iniziano a essere tante.
  2. Il Fatto Quotidiano dice che il Governo Conte è l’unico dal 1994 senza indagati e inquisiti. Falso. Ma siccome sono garantista dico che questo non è un criterio valido: è solo l’ennesima bugia di chi si aggrappa a tutto pur di cancellare le proprie contraddizioni. Aggiungo che nessuno dei miei ministri – la metà peraltro donne, il che costituisce un unicum in 65 governi repubblicani – era indagato o inquisito. E tutti i membri del mio Governo risultano ancora oggi innocenti non avendo mai riportato sentenze di condanna passate in giudicato. Cosa che il Governo Conte-Salvini non so se può dire.

Tre link

  • Qui c’è una bellissima intervista di Paolo Virzì al Foglio
  • Qui il mio video con in collo la mia nipotina a una iniziativa a sostegno di Trisomia21 per i diritti dei cittadini con sindrome di Down
  • Qui la foto di tutti i sindaci di Firenze con Zaira, protagonista indiscussa del sostegno ai giovani della nostra città.

Pensierino della sera.
Lo so, il mondo ha altri problemi. E dovrei ricordarmi di mantenere un certo stile, un certo aplomb. Però io quando vedo i mondiali senza Italia rosico come un matto. Rosico, non conosco verbo migliore. Rosico. E tanto. In bocca al lupo a Gianluca Rocchi che rinnoverà la grande tradizione della scuola arbitrale italiana. Noi nel frattempo aspettiamo il 2022…

Un sorriso,
Matteo