Matteo Renzi

Enews 532, lunedì 2 luglio 2018

Ho fatto un piccolo esperimento. Per una settimana non ho letto i quotidiani, non ho controllato i social, non ho aggiornato i miei profili. Ovviamente mi sono tenuto informato su quello che succedeva intorno a me e del resto ero in Senato, non alle Maldive. Ma devo ammettere che mi ha colpito la quantità di tempo che ciascuno di noi impiega inseguendo notizie e commenti che pure talvolta non sarebbero così importanti. Infatti ho avuto molto più tempo per me. Ho letto tre libri in una settimana e ho ripreso a correre: non sono più quello di una volta, il massimo sono stati 14 km in 75 minuti netti. Non proprio il ritmo di un uomo allenato, insomma.
Fine della parte positiva dell’esperimento.

Parte negativa: non ho replicato a una caterva di schifezze scritte sul mio conto. Voi direte: dov’è la novità? Non c’è nessuna novità, lo so. Prima o poi qualche giornalista indipendente scriverà due righe sulle modalità con le quali in questi anni la mia vita e quella della mia famiglia sono state mediaticamente massacrate da false notizie, false prove, falsi scoop. E meno male che noi non abbiamo mai fatto sparire 48 milioni di finanziamento pubblico o non abbiamo mai avuto una colf in nero, noi. Altrimenti ti immagini cosa avrebbero scritto di noi?
Dovrò usare la parte finale di questa email per parlare dei fatti miei, dunque: spero che mi perdonerete. Prima, però, due considerazioni politiche.

Il tempo vola e il nuovo Governo ha già compiuto un mese. Decreti approvati: due. Uno per dare una proroga ai benzinai sulla fatturazione elettronica, uno per affrontare la questione del Tribunale di Bari. Tanti spot sui giornali, ma tra un censimento e l’altro c’è qualcuno che possa censire – o almeno ricordare – tutte le promesse della campagna elettorale? Nel primo consiglio dei ministri avevano promesso di abolire la Fornero, fare la Flat Tax al 15%, introdurre il reddito di cittadinanza con 780€ al mese che diventavano 1680€ per una famiglia con due figli, rimpatriare seicentomila clandestini. E invece il Governo è fermo a zero. Anche questa settimana la Camera dei Deputati non lavora perché non c’è niente all’ordine del giorno. Niente.

Se oggi tre milioni e mezzo di pensionati ricevono la quattordicesima dipende dall’ultima nostra legge di Bilancio, quella licenziata dal Governo a settembre 2016, quella che introduceva il REI, il piano Industria 4.0, e appunto gli aiuti per i pensionati più poveri, non è per le dirette Facebook dei due vice premier. Se oggi i dati ISTAT dicono che la disoccupazione è ai minimi da anni, non è per l’azione di questo Governo.
Occorrerà una grande, faticosa, battaglia culturale per spiegare che non di solo spot vive l’uomo. Sono pronto a farla, amici, indipendentemente dal ruolo politico.

Questa battaglia culturale servirà anche sul tema dell’immigrazione. Loro hanno approcciato il tema bloccando due navi di poveri malcapitati in mezzo al Mediterraneo. Pensavano di cambiare la linea dell’Europa prendendo in ostaggio qualche centinaio di disperati, scommettendo sulla paura. Ma se scommettono tutti sulla paura in Europa, succede il patatrac per l’Italia. E infatti a Bruxelles è passata la linea dei paesi dell’Est: hanno vinto quelli con cui Salvini vuole allearsi, quelli che credono che l’Europa funzioni tirando su i muri. Un giorno, temo presto, ricorderemo la gestione grilloleghista sull’immigrazione come il più incredibile autogol mai fatto dai nostri in Europa. Non do un giudizio sotto il profilo umanitario, ma banalmente utilitario: ci siamo chiamati il problema in casa, vedrete. Quello che accade in Germania adesso è solo l’inizio.

Noi invece pensiamo che l’Europa funzioni abbattendo i muri, come accaduto da Berlino in poi.
Ma sarà una battaglia durissima, culturale, di valori, di ideali. Anche di simboli, certo. Ma sarà una battaglia che faremo insieme. Mi sono dimesso da segretario del PD, non mi sono dimesso da cittadino italiano. Darò una mano perché l’Italia dei miei figli non sia un’Italia segnata dalla paura e dal sospetto, ma sia l’Italia del coraggio.

E qui vengo ai fatti miei. Le tre cose alle quali sento il bisogno di rispondere.

  • Il PD ha perso la maggior parte dei ballottaggi. E qualcuno ha dato a me la responsabilità. Ancora? Mi fa piacere essere considerato l’alibi per tutto, ma questa lettura del voto è poco più che una barzelletta. Credo necessario fare chiarezza: scriverò sul PD con calma nei prossimi giorni in vista dell’Assemblea Nazionale del 7 luglio.
  • “Lascia la politica per fare TV”, scrivono alcuni siti. Vorrei essere chiaro: ad oggi ho il 100% di presenze agli oltre duecento voti in aula e nelle sedute in Commissione: media talmente perfetta che ovviamente non riuscirò a tenere ma che la dice lunga su come stia seriamente rispettando il mandato affidatomi dagli elettori del mio collegio. Ho deciso anche di realizzare uno speciale televisivo sulla mia città, Firenze, perché credo che più il dibattito politico diventa barbaro, più c’è bisogno di valori, di bellezza, di cultura. Questo progetto televisivo su Firenze ha l’ambizione di parlare ai cuori delle persone, cercando di raggiungerle anche oltre i confini nazionali. Sono emozionato al pensiero di lavorare su una sfida così affascinante ma è tutta un’altra cosa rispetto alle Fake-News sul trasformarmi in uno showman di provincia. Chi vedrà quelle immagini si renderà conto del tentativo di offrire, soprattutto alle nuove generazioni, uno sguardo sul presente, non solo uno sguardo sul passato.
  • “Compra una villa faraonica a Firenze, chissà con quali soldi”. Se devo credere a ciò che leggo sul web, siamo almeno alla settima casa acquistata dalla mia famiglia negli ultimi dodici mesi. Da mesi stiamo cercando di comprare una bella casa con tre stanze da letto a Firenze vendendo la nostra bella casa con tre stanze da letto a Pontassieve. Ci sarà da pagare una differenza che copriremo con un mutuo. Tutte le proprietà immobiliari devono essere giustamente denunciate dai parlamentari, in nome della massima trasparenza. Dunque: basterà attendere e verificare. Ma da tre giorni il web è pieno di spazzatura con commenti stile “Chissà a chi ha rubato per farsi la “faraonica villa””: cercheremo di replicare colpo su colpo chiedendo risarcimento danni per tutte le falsità che leggiamo. Ma più sottile è la critica di chi ti dice: ma perché a gennaio hai detto che avevi solo 15.000€ in banca e adesso compri casa? Svelo un segreto. Sono stato eletto parlamentare e prendo un ottimo stipendio. Non avendo più attività di Governo posso avere ulteriori entrate, tutte pubbliche, tutte trasparenti. Queste entrate mi permettono persino di prendere un mutuo. Funziona così, da qualche secolo e non solo in Italia. Quello che volevo dire con la pubblicazione del conto corrente è che al Governo uno non si arricchisce come pensano i populisti e i malpensanti. Se fai bene il tuo lavoro finisci che hai 15.000€ in banca, sorridente e grato. Se fai altro, ma se non sei al Governo, rispettando le leggi e in modo corretto, è più facile fare soldi. Tutto qui. Comunque a questo punto se chiudo l’operazione immobiliare vi avviso. Potremo decidere in autonomia di far dormire i nostri figli maschi nella stessa stanza o secondo voi dovrò chiedere un’autorizzazione ai giornalisti del Fatto Quotidiano?

Un sorriso,
Matteo

P.S.: Oggi ISTAT dice che la disoccupazione continua a scendere ed adesso è ai minimi da 6 anni. E che in quattro anni il JobsAct ha permesso di recuperare UN milione di posti di lavoro, di cui più della metà a tempo indeterminato.
Sono dati ufficiali, indiscutibili, oggettivi.
E cosa dice il ministro del lavoro italiano, Di Maio? “Stasera smantelliamo il JobsAct”. Fantastico. Stasera smantellano la misura che ha permesso di recuperare un milione di posti di lavoro.
Tutto sommato devo riconoscere che ha una sua coerenza: più smantella il JobsAct, più avrà occasioni per sperimentare la geniale intuizione del Reddito di Cittadinanza: una Repubblica Democratica fondata sul sussidio. Già, ma quando arriva il Reddito di Cittadinanza?

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