Enews 1132 martedì 3 novembre 2026

Buongiorno e buon Novembre amici.

Nonostante tutto e nonostante tutti, il voto conta.

Il voto conta negli Stati Uniti dove oggi si conclude il voto di midterm con tutte le previsioni che ipotizzano una netta sconfitta dei candidati repubblicani, specie quelli legati a Trump. Steve Bannon, già idolo di Salvini e Meloni, lo ha detto con la consueta sobrietà: dentro il Partito Repubblicano inizierà la guerra civile. È facile pensare che il Presidente farà finta di nulla anche in caso di sconfitta ma se il Congresso e il Senato saranno guidati dai democratici molto cambierà quantomeno nella politica interna. Il voto conta. Lo ha mostrato chiaramente l’impegno di molti leader democratici in queste ore a cominciare da un Barack Obama in grande spolvero che ha girato dalla Georgia al Michigan passando anche per il difficile Texas. E del resto che il voto conta lo si vede dal fatto che l’elezione di Trump ha portato gli sconquassi cui assistiamo oggi. Se oggi paghiamo di più il gasolio o la verdura non è uno scherzo del destino cinico e baro: è frutto delle scelte della destra mondiale che ha gestito la politica estera con incapacità e supponenza. E chi andava con il cappellino Maga alla Casa Bianca oggi non può far finta di essere un passante. Perché la politica conta, il voto conta. Domani sarò alle 9:10 in collegamento a La7 con Gerardo Greco per discutere di politica americana.

Il voto conta in Europa. Ieri sono stato a Barcellona dove mi sono confrontato con Edouard Philippe e ho incontrato molti leader politici del centrosinistra europeo a cominciare dal Governatore della Catalogna ILLA. Tenete d’occhio questi due nomi. Philippe è uno dei pochi che ha la possibilità concreta di sconfiggere Le Pen: è un uomo più di centrodestra che di centrosinistra, è riformista, è capace.

Il sistema francese è semplice: se la giocano al ballottaggio. Le Pen è sicura di andare. Se ci va un centrista (Glucksmann che è un socialista, Attal che è un macroniano o altri oltre ovviamente a Philippe) se la gioca. Se ci va uno della sinistra radicale come Mélenchon, no: la Le Pen vince in carrozza. Per questo i riformisti devono unirsi fin dal primo turno, altrimenti i loro egocentrismi porteranno alla vittoria della Le Pen. Ieri dal palco di Barcellona ho ricordato a Philippe che questo è stato l’errore della sinistra nel 2022 in Italia e che dunque questo ha consegnato l’Italia a Meloni. Ho parlato a nuora perché anche suocera intenda, come si dice dalle nostre parti. Ma ho parlato chiaro perché penso che le prossime elezioni francesi contino più di qualsiasi altra elezione per decidere il futuro dell’Europa: per Marine Le Pen è l’ultima spiaggia, per i riformisti non è mai stato così difficile unirsi. E tenete d’occhio Illa. Se Sanchez fa il miracolo e resta in sella, farà il Governatore della Catalogna. Se Sanchez va a casa, le speranze del centrosinistra ripartiranno secondo me dal Governatore della Catalogna. Tenete d’occhio Illa. Il voto conta.

Il voto conta in Italia, dunque. Il voto, non il veto. Trovo stucchevole la continua polemica de Il Fatto Quotidiano contro di me. Tutti i giorni sul quotidiano o sulle trasmissioni che ospitino Travaglio, Scanzi e compagnia bella mi attaccano, mi insultano, mi denigrano. È fantastico vedere come un giornale, o meglio: una società quotata in borsa, cerchino di indirizzare e condizionare la composizione di una coalizione politica. In merito vi consiglio il pezzo di Davide Varì su Il Dubbio di oggi. Credo che non sia mai successo prima perché l’altro editore che entrò prepotentemente in politica si chiamava Silvio Berlusconi e prendeva i voti. Il Fatto Quotidiano invece pretende di dare la linea al centrosinistra con gli editoriali e le partecipazioni ai talk show. Ricevo quotidianamente un centinaio di messaggi di nostri iscritti che mi chiedono: ma perché non replichi? Perché non reagisci? Perché non rispondi a brutto muso? Perché conta il voto, non il veto. E dunque la sfida oggi è solo quella. Misurarsi alle primarie di febbraio 2027 se saranno primarie con più di due candidati. Misurarsi alle elezioni di primavera 2027 per ottenere una rappresentanza parlamentare tale da incidere in tutte le sfide della prossima legislatura a cominciare dall’elezione del Presidente della Repubblica. Sui contenuti abbiamo le idee chiare: chi è stato alla Leopolda, lo sa. E chi ha letto “Quando c’era lei” si è accorto che ci sono più proposte in quel libro che altrove. Per me la politica non è uno scontro personale con chi ti odia ma un’idea di futuro da condividere con le persone che vogliono bene all’Italia.

Ne parliamo stasera a Castenedolo, Brescia. Ma ne parliamo anche SABATO 21 NOVEMBRE all’ASSEMBLEA NAZIONALE DI ITALIA VIVA, a MILANO, dove definiremo la nostra posizione da qui alle Elezioni. Chi vuole dare una mano a Italia Viva sa come fare.

Un sorriso,
Matteo

P.S. Il voto conta anche al CSM. Lo dico con grande affetto per un nostro caro amico, Cosimo Ferri. Cosimo, che è stato una colonna del gruppo parlamentare di Italia Viva durante la scorsa legislatura, è stato rieletto al CSM presentandosi da solo contro le correnti. Si è preso tanto fango ma ha tenuto alta la bandiera dei suoi valori ed oggi si gusta una meritata rivincita. Penso che il suo sia un messaggio molto bello: mai arrendersi, mai lasciarsi andare, mai mollare. E penso che questo messaggio sia un messaggio che va oltre il CSM o la politica: è un messaggio che prima di tutto mi sento di condividere per la vita di ciascuno di noi. Quando una difficoltà ti fa cadere, il vero eroe non è quello che fa finta di nulla ma quello che impara dalla caduta e prova a rialzarsi. Cosimo l’ha fatto: bravo.

P.P.S. Che impressione la storia di Kimi Antonelli da Bologna. Un ventenne che si prende il Mondiale di Formula 1 e che regala emozioni straordinarie anche a chi non segue la Formula 1. Non un privilegiato, ma un ragazzo che ce la fa per merito e talento. Bellissimo no?