Matteo Renzi

Il viaggio del treno Pd termina in Sicilia, 6 e 7 dicembre

Il viaggio del Pd attraverso l’Italia si è concluso in Sicilia, isola straordinariamente bella e difficile. Piena di storia, cultura, valori, eccellenze enogastronomiche ma anche di tante contraddizioni e problemi. Dove la guerra alla mafia non è ancora vinta e tante energie attendono di essere finalmente liberate. Nella prima giornata siamo stati al centro anti violenza di Gaggi e al ristorante di San Cataldo che fa lavorare ragazzi con disabilità. Poi il turismo e il vino con la tappa al bellissimo albergo diffuso di Agira e alle cantine Donnafugata di Marsala. Infine i due incontri palermitani con Alice Grassi, figlia di Libero, e l’associazione anti recket di Addiopizzo e quello all’Istituto Giovanni Falcone nel quartiere Zen dove mesi fa fu danneggiato il busto del giudice antimafia. Qui per parlare di legalità, inclusione sociale e soprattutto di scuola. Il giorno dopo siamo partiti da Agrigento e in particolare dall’ufficio del giudice ‘ragazzino’ Rosario Livatino, anch’egli ucciso dalla mafia nel 1990. Poi una tappa sportiva con le ragazze della squadra femminile di pallacanestro di Ragusa che milita in A1; infine due aziende: quella che esporta in tutto al mondo la spremuta di arancia rossa a quella che produce gas tecnici.
Così è terminato il nostro viaggio. Un viaggio d’ascolto e di confronto vero con le persone, di scoperta delle tante realtà imprenditoriali, sociali, culturali sportive che fanno grande l’Italia ma anche di quelle che ancora soffrono e faticano a rialzarsi. Un viaggio di cui restano emozioni indescrivibili, abbracci, sorrisi, appunti raccolti ovunque. Sulle cose che stanno funzionando, su quelle che ancora non vanno e sui progetti, le idee, le nuove energie che siamo pronti a mettere in circolo per il futuro dell’Italia.