Matteo Renzi

Enews 575, mercoledì 10 aprile 2019

Con l’approvazione del DEF, il Governo populista ha confessato di aver mentito agli italiani. Ovviamente non sentirete mai queste parole in bocca a Salvini e Di Maio.

Ma chi sa leggere i numeri del Bilancio sa che questa è la verità, pura e dura.

E mentre sei mesi fa i ministri si affacciavano festanti dal balcone di Palazzo Chigi, ieri hanno avuto paura anche ad affacciarsi in sala stampa.

Scappano dalla realtà, altro che flat tax! Nel documento ci sono tagli all’università, ai pendolari, al sociale. Ne vedremo delle… brutte nei prossimi mesi.

La sintesi è semplice: vanno su le tasse e il debito, vanno giù il PIL e i posti di lavoro.

I leader di questo Governo sono bravi con le copertine delle fidanzate ma non sono capaci con le coperture del bilancio. Non hanno fatto un buco, stanno scavando una voragine. Quota 100, reddito di cittadinanza, blocco dei cantieri, spread: i loro danni sono evidenti agli addetti ai lavori e presto – purtroppo – lo saranno anche ai cittadini. Dico purtroppo perché io sono italiano. E quando vedo il mio Paese andare male, soffro. Ma la responsabilità è tutta di questo Governo.

Del resto ieri c’è stata polemica perché il Premier, Giuseppe Conte, non è stato riconosciuto durante l’inaugurazione del Salone del Mobile: il problema non è mica quello. Il problema è che il Premier, Giuseppe Conte, non viene invitato quando si discute di Brexit, non tocca palla sulla Libia, non è credibile agli occhi dei mercati. L’Italia non è più a nessun tavolo e ci vorranno anni per recuperare.

Ovviamente non ci perdiamo d’animo. Ho girato in molte città del Nord Est in questo fine settimana, per presentare Un’Altra Strada trovando sempre sale piene e tanto entusiasmo. Tra l’altro fa sorridere il fatto che Zaia abbia vinto un referendum sull’autonomia e il Governo a trazione leghista paghi i debiti del Comune di Roma. Questa cosa che i contribuenti veneti salvano la Raggi e pagano il reddito di cittadinanza, prima o poi dovrebbe far riflettere qualcuno da quelle parti… Incontro tanti che si candidano alle amministrative – nel PD e nelle liste civiche – e faccio a tutti loro un grande in bocca al lupo. A chi ha voglia di dare una mano senza candidature o senza impegno diretto, suggerisco la strada dei Comitati Civici: qui trovate le modalità per fondare un comitato o contribuire alle numerose attività nei territori. La Fondazione che vi ho annunciato e che avrà sede a Milano sta andando avanti e credo che sarà una bella novità nel panorama educativo-culturale (e quindi politico) del nostro Paese. Piano piano sveleremo i contorni di questo progetto al quale mi sto dedicando con grande intensità.

Oggi intanto le presentazioni di Un’Altra Strada ci portano in Lazio (periferia di Roma, Latina, Frosinone).

Il Paese deve allacciarsi le cinture. Ma noi non perdiamo mai la grinta, l’entusiasmo e la voglia di lottare.

Pensierino della sera. Dopo il sindaco Raggi anche un altro sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato assolto. Ne sono felice perché solo i vigliacchi brindano per le condanne. Noi siamo garantisti sempre. La vicenda degli scontrini contro Marino è stata una violenta campagna di fango del Movimento Cinque Stelle contro l’allora sindaco per i suoi guai giudiziari. Portarono persino le arance in Consiglio Comunale, gesto barbaro, che peraltro si è ritorto contro gli stessi grillini.
Quanto alle polemiche interne al Pd, ricordo che le dimissioni di 26 consiglieri del Pd e il decadimento del sindaco non avevano niente a che fare coi problemi giudiziari o con gli scontrini. Nel 2015 la scelta del Pd romano fu totalmente figlia di valutazioni amministrative legate al governo di Roma. Il Pd romano prese una decisione politica, non fece una guerriglia giudiziaria. Si può essere d’accordo con la scelta dei consiglieri oppure no. Ma quella era una scelta politica non giudiziaria: sovrapporre i piani serve solo a regalare ai Cinque Stelle un alibi per le responsabilità nella campagna di fango che vide protagonisti loro, non certo il PD.

Un sorriso,
Matteo

P.S. La vicenda del sindaco che fa mangiare la bimba povera con un menu differenziato e rivendica la scelta in TV mi fa orrore. Grazie al giocatore dell’Inter e della Nazionale, Candreva, per la reazione e per la generosità. Ma il capo della destra in Italia, Matteo Salvini, può ufficialmente prendere le distanze dagli ormai tanti amministratori locali che spargono odio e divisione persino nelle mense? Fallo da papà, Salvini: dillo forte e chiaro a chi ti segue e ti scopiazza che questo modo di procedere umilia le Istituzioni italiane, non solo quella piccola bambina.