La sfida di Renzi ad Emiliano: "Lui e Fitto pari sono"

Intervista di R. Calpista, "la Gazzetta del Mezzogiorno", 12 settembre 2020.         

Matteo Renzi - ex premier, ex segretario del Pd e ora leader di Italia viva - entriamo subito a gamba tesa: chi, tra Emiliano e Fitto ritiene politicamente più distante?
Entrambi, per una ragione semplice: sono due facce della stessa medaglia. La Puglia ha conosciuto Fitto e ne ha dato un giudizio inappellabile alle regionali del 2005. E ha purtroppo conosciuto Emiliano. Uno e trino: governatore, assessore alla Sanità, assessore all`Agricoltura. Un disastro su tutti i fronti. Il peggior notabilato che si possa immaginare e che ha tenuto bloccate le energie migliori. Con Ivan Scalfarotto noi abbiamo coltivato un`altra idea di Puglia, Mezzogiorno, politica. Mettiamo a disposizione dei pugliesi concretezza e capacità di governo, competenza e coraggio, quello che porta a fare le scelte invece di dire tutto e il contrario di tutto come fa Emiliano. Lui e Fitto sono quello che noi non siamo e non vogliamo essere. Il populista e il sovranista. Da entrambi mi distingue una cosa fondamentale: io continuo a lavorare per un fronte riformista ampio, inclusivo, aperto, dinamico, alternativo a due estremismi pericolosamente parolai. Un riformista che dice no alle ammucchiate, alle alleanze massimaliste, al sovranismo. Ho un`urgenza. Dare risposte all`Italia che vede precipitare il suo Pil.

Italia viva, con il candidato alla presidenza della Regione Puglia Ivan Scalfarotto, secondo i sondaggi è accreditata di una percentuale che può valere la vittoria o la sconfitta del centrosinistra. Il gioco vale la candela? E perché?
Non ci sto a questa narrazione strumentale. Se Italia viva farà la differenza vuol dire che una parte della società pugliese dice no a Emiliano, Fitto, i SStelle, indicando il bisogno di una alternativa vera. Noi siamo l`alternativa tra modelli di governo obsoleti. Per la mia storia, per quanto ho fatto quando ero al governo era impossibile pensare che avrei appoggiato Emiliano. Se la candidatura fosse stata quella di Teresa Bellanova adesso vedremmo un altro film. L`ho detto e lo ripeto: ho fatto nascere questo governo ma non andrò mai ad occhi chiusi nelle braccia dei grillini. E gli occhi li ho sempre bene aperti.

Raffaele Fitto, candidato del centrodestra, ha una storia politica e familiare che poggia su solide basi democristiane. Un po` come lei...
Non mi accomuna a Fitto altro che la fede. Vediamo le idee ed i progetti: quelli della destra non sono i miei.

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci, ha fatto un endorsement a Emiliano. Decaro, che pure è stato un politico molto vicino a lei ha detto testualmente: «Dispiace che Renzi non sostenga Emiliano». Gli risponda.
Voglio bene ad Antonio e proprio per questo evito di rispondergli: lui sa tutto e sa che l`unico voto utile era quello per Teresa.

Renzi risponda anche ad Emiliano. Il governatore uscente ha detto, sempre testualmente: «Renzi è responsabile del disastro Xylella»
Emiliano non ha il senso del pudore: in questi anni mi ha accusato di tutto, compreso di aver fatto ammalare i bambini del Tamburi, quando siamo stati gli unici a lavorare per dare un futuro a Taranto. Ma stiamo ai fatti: su Xylella il ministro alle politiche agricole Maurizio Martina aveva dichiarato lo stato di emergenza e nominato commissario il generale Silletti. Emiliano ha abbracciato la teoria del complotto; sposato le tesi negazioniste; esultato quando si è interrotta la fase dell`emergenza straordinaria; affermato di avere, con la sua sola presenza, fermato l`avanzare del batterio. Un pazzo. Il risultato di questa follia è che dal 2015 ad oggi in Puglia l`aumento della superficie infetta è passato da 230.000 ettari a 600.000: i numeri raccontano meglio di me il fallimento di Emiliano.

Se vince Fitto nell`Ohio d`Italia non c`è il rischio che a Roma le presentino il conto?
La Puglia non è l`Ohio, è molto più bella e il voto in Puglia non decide il governo di Roma ma quello di Bari. A Roma devono solo chiedersi come mai hanno ricandidato una persona che non ha fatto bene il suo lavoro e non dare la colpa a chi ha cercato di cambiare le cose con un candidato di qualità, che la Puglia merita, come Ivan.

Oggi lei è a Bari con Carlo Calenda, suo ex ministro, suo ex nemico, e ora alleato. Ci spieghi il progetto: è solo in chiave anti Emiliano o ha un respiro più ampio e a lungo termine?
In politica si può essere più o meno distanti, ma nello stesso fronte e con le stesse idee alla fine ci si ritrova . Questo è accaduto a Carlo e a me: insieme abbiamo fatto cose importanti, come industria 4.0. Insieme abbiamo scelto di sostenere un candidato che, sono certo, sarà capace di creare per la Puglia nuove opportunità di sviluppo economico.

Quanto dovrebbe finire alle regionali per garantire la sopravvivenza del governo?
Alle regionali si votano i governatori, non il governo nazionale.

Cosa pensa dell`alleanza strutturale - per ora solo sulla carta - tra Pd e M5S?
Tutto il male possibile. Ho voluto un governo in chiave anti Salvini ma un conto è un`alleanza tra forze politiche diverse per impedire a Salvini i pieni poteri e l`opa sull`elezione del presidente della Repubblica, altro conto è subire una trasformazione innaturale ingoiando qualsiasi cosa, dal reddito di cittadinanza ai decreti sicurezza al sì al referendum. Spero solo che non si riducano a sostenere la Raggi a Roma, ci sarebbe da piangere, non da ridere.

Referendum. È a favore o contro il taglio dei parlamentari? Non c`è il rischio che una vittoria dei Sì rafforzi la compagine grillina al governo?
Questo taglio è uno spot. Adesso vogliono tagliare qualche posto per dare un po` di vigore all`antipolitica, vero humus del grillismo. L`importante è che non cambi mai davvero nulla: ma lo sa che in Senato ci hanno bloccato la proposta di abbassare l`età per essere eletti a 25 anni? È così che intendono le riforme, un po` di fumo negli occhi e via.

A giorni riaprono le scuole. Vede ritardi o omissioni nella macchina organizzativa?
Tifo perché le scuole ripartano bene e in sicurezza: sono stato il primo a dire di riaprirle, sono stato accusato per questo , ora mi danno ragione.

Se con le scuole finisce come per le discoteche, vede Draghi dietro l`angolo? E Italia viva nel caso come si comporterebbe?
Non faccio scenari apocalittici e non tiro per la giacchetta Mario Draghi, un grande italiano. Il premier si chiama Giuseppe Conte.

Mettiamo che il governo superi le prove regionali, referendum, scuole, ripresa dei contagi da Covid. Poi sul Mes che accadrà?
Il Mes va preso senza se e senza, ma e le dirò di più: i soldi per ristrutturare la sanità non vanno sottratti alle risorse del Recovery Fund che vanno spesi tutti per cambiare il volto del Paese, dalle infrastrutture fisiche a quelle digitali.

Renzi, lei ha provato sulla pelle sua e dei suoi affetti quali e quanti danni può fare la macchina dell`odio sociale. Cosa pensa di chi ha augurato ogni male a Berlusconi dopo che è risultato positivo al coronavirus?
Sono vicino a Silvio Berlusconi e a tutti coloro che combattono il Covid. Penso che questo paese abbia un problema con l`odio. È davvero ora di smetterla.