Enews 1034 mercoledì 14 maggio 2025
Buongiorno a tutti.
Arrivano tanti segnali di novità dallo scacchiere internazionale. E molti sono positivi, finalmente.
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Trump ha capito di aver esagerato sulla guerra commerciale ed ha già fatto marcia indietro su numerosi dossier. Ad aprile gli Stati Uniti hanno rischiato di perdere in modo irreparabile la leadership finanziaria globale. La marcia indietro di Trump, il crescente ruolo del Segretario al Tesoro Scott Bessent (che sa di cosa si parla a differenza del folle consulente Navarro), l’apertura del dialogo con tutti a cominciare dalla Cina. Ora speriamo che l’Europa chiuda rapidamente un accordo con la Casa Bianca come hanno fatto qualche giorno fa gli inglesi.
- Trump ha smesso di firmare dazi e ha iniziato a firmare accordi. Cosa che ha fatto in modo molto significativo in Arabia Saudita ieri, portandosi dietro moltissimi amministratori delegati. Ha fatto bene Trump. E ha fatto benissimo Bin Salman. Io ormai sull’Arabia Saudita non dico più nulla: quello che sta accadendo ora lo avevamo previsto anni fa. E tutti quelli che mi insultavano cinque anni fa stanno iniziando – piano piano – a capire che da quelle parti è in corso un nuovo Rinascimento. Ma nessuno chiederà scusa, tranquilli.
- Nessuno chiederà scusa nemmeno sulla incredibile vicenda TAP. Io, Teresa Bellanova e pochi altri siamo stati massacrati da Michele Emiliano e da tutti i partiti che vanno da Movimento Cinque Stelle fino a Fratelli d’Italia per aver voluto il TAP. Siamo stati accusati di tutti i reati del mondo e di tutti gli ecodisastri del mondo. Emiliano diceva: adesso chi vorrà più venire a Melendugno? Il Tap ha salvato l’Italia. Nessuno ci ha chiesto scusa. Ed è questo il motivo principale per cui Italia Viva (e solo Italia Viva) non ha mai accettato, in questi anni, di stare in giunta con Michele Emiliano.
- Timidi segnali di dialogo arrivano per il conflitto India/Pakistan ma anche per quello Russia/Ucraina. Serve la diplomazia, mai come oggi. Serve una pace duratura. Bene hanno fatto i leader europei come Macron, Merz, Tusk, Starmer ad andare in treno a Kiev, come avevano fatto Macron, Scholz, Draghi. Brilla l’assenza di Giorgia Meloni che giorno dopo giorno sta dimostrando di essere incapace in politica estera, almeno quanto in politica interna, con buona pace di chi l’ha incensata fino ad oggi come grande statista.

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È una influencer, non una statista come avevamo scritto due mesi fa andando contro corrente. Nei prossimi mesi lo diranno in tanti. E io che sto girando in questi giorni in Europa (ieri Londra, ieri l’altro Bruxelles, domani Parigi, dopo domani Tirana) mi rendo conto che in tutte le cancellerie e negli ambienti che contano è passato il messaggio che Giorgia ha perso il suo “momentum”, l’occasione di incidere. Oggi in tanti iniziano a capire che Meloni non è all’altezza del compito di guidare l’Italia. Sarà così sempre di più, giorno dopo giorno, vedrete.
- Proprio per questo penso che sia stato un errore quello della CGIL: chiamare un referendum contro il Governo Renzi, anziché contro il Governo Meloni, in questa fase non mi pare la cosa più geniale del mondo. Ne ho parlato in questa intervista a La Stampa. Io voglio costruire un centrosinistra alternativo alla Meloni. Ma se qualcuno pensa di farlo chiedendo l’abiura sul passato la conseguenza è semplice: rivince la Meloni nonostante la sua intrinseca debolezza. Ecco perché bisogna mettersi insieme sul futuro anziché litigare sul passato.
Quanto al merito dei referendum lunedì prossimo, alle 16:00, farò una diretta su Facebook e Instagram insieme al padre del Jobs Act (e del superammortamento), il professor Tommaso Nannicini e risponderemo a tutte le domande nel merito, visto che in tanti mi state chiedendo come si vota e per cosa. Una diretta tecnica sui singoli quesiti: chi vuole porre una domanda o un dubbio scriva a [email protected] e così Nannicini spiegherà che cosa ha davvero prodotto il Jobs Act e che cosa cambierebbe con questi quesiti. Uno strumento di informazione visto che pochi, pochissimi, parlano del referendum nel merito.
Link:
- Venerdì ci siamo ritrovati in Senato con tanti giovani per festeggiare la festa dell’Europa, qui il video.

- Ho partecipato anche all'evento "Scelte per tempi difficili" organizzato dalla Fondazione Stelline a Milano per parlare del futuro dell’Italia, trovate il video sul canale YouTube.
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Qui la mia intervista di venerdì pomeriggio a Tagadà su La 7 con Tiziana Panella.

- Lunedì mattina sono stato ospite di Giovanna Pancheri a Sky.

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Qui invece la mia intervista integrale di ieri a Bloomberg UK.
Un sorriso,
Matteo
Ps. L’elezione di Papa Leone XIV si è consumata in un arco di tempo rapidissimo. Bel segnale! Ma ancora più bello è il segnale che viene dal nome scelto da Papa Prevost. Leone Magno ferma Attila. Leone XIII firma la Rerum Novarum, che per molti di noi è stato il documento fondamentale per comprendere meglio la dottrina sociale dei cattolici. Il riferimento al rapporto tra intelligenza artificiale, oggi, e futuro del lavoro la dice lunga sulla visione innovativa e profonda che sembra animare il primo papa americano. Leone XIV è cresciuto negli agostiniani (qui una intervista di Padre Giuseppe Pagano, agostiniano rettore della Basilica di Santo Spirito e amico personale da tempo del nuovo Pontefice) e poi è stato missionario in Perù, anche come Vescovo. Lì lo ha conosciuto un altro amico, don Giovanni Paccosi, attuale vescovo di San Miniato che ne ha parlato oggi in questa intervista a Il Giornale. Credo che la Chiesa cattolica abbia fatto presto e bene. Vedremo se il Vaticano riuscirà anche a giocare un ruolo nel mutato scenario internazionale.
