Enews 1035 venerdì 16 maggio 2025

Buongiorno a tutti.

Giorgia Meloni è stata alla Camera, dopo il passaggio al Senato, per un question time.

Tre brevi considerazioni.

  1. Il deputato dell’opposizione Riccardo Magi si è presentato vestito da fantasma in Aula. La ragione? Richiamare l’attenzione sul referendum dell’8 e 9 giugno. Io andrò a votare, come sapete. Ma penso che la politica italiana non meriti pagliacciate come questa. È un regalo alla Meloni utilizzare un dibattito parlamentare per non parlare di contenuti ma fare gli show. Ed è anche deprimente per chi crede nel valore della politica. L’ho detto qui.

  2. Chi ha ascoltato il Question Time di mercoledì ha dovuto prendere atto che la Presidente del Consiglio dei Ministri, non sa cosa dice quando parla di economia.  Sono anni che Meloni governa, prima da Ministra, poi da Premier e dopo tutto questo tempo non ha ancora capito che cosa sia lo spread. Allucinante! La faccia imbarazzata di Giorgetti dice tutto. Abbiamo una Presidente del Consiglio che tecnicamente è incompetente o ignorante. Brava a comunicare, incapace a governare.

  3. Questo spiega perché la Premier si vanti dei risultati economici e non si renda conto che è aumentata la pressione fiscale, è aumentato il debito pubblico, è aumentato il numero di italiani in condizioni di povertà, è aumentato il numero di italiani che fuggono all’estero. Glielo ha provato a spiegare Maria Elena Boschi a nome di Italia Viva, qui il reel. Ma finalmente abbiamo capito: non sapendo ancora la Meloni cosa sia lo spread, figuratevi se può capire il concetto di rapporto debito-Pil.

A livello internazionale. Ho girato molto in questi giorni, tra Bruxelles, Londra, Parigi e Tirana. Trovate su YouTube alcune delle mie interviste in alcune tra le principali trasmissioni internazionali a cominciare da Christiane Amanpour sulla CNN, Francine Lacqua su Bloomberg, Darius Rochebin su TF1 che il giorno prima aveva condotto una intervista di oltre tre ore al Presidente Macron.


Ok: il mio inglese e il mio francese non sono perfetti come le persone madrelingua. Ma se mi invitano in queste trasmissioni così autorevoli credo sia mio dovere. Ed è un onore essere ritenuto in grado di dire cose interessanti anche in ambienti internazionali. In un mondo sempre più globale occuparsi di questioni internazionali significa fare politica. Ironizzare sulle conferenze all’estero invece è provincialismo. O invidia. E non so che cosa sia meglio.

Peraltro noto sempre di più come Giorgia Meloni, che sei mesi fa molti consideravano l’astro nascente della politica europea, sia considerata come quella che ha perso l’occasione di guidare l’Europa. Giorgia ha perso il treno. Non solo quello per Kiev ma anche e soprattutto il treno del cambiamento.

Domani il Cancelliere Merz verrà a Roma e la Meloni utilizzerà un evento del Vaticano per provare a fare quello che non le è riuscito tre settimane fa ai funerali di Francesco.

Ma i tedeschi hanno già scritto nel programma di governo che vogliono costruire un asse europeo insieme a Francia e Polonia. Quando c’eravamo noi o Draghi il rapporto era a tre: Francia Germania Italia. Ora l’Italia è stata sostituita dalla Polonia. Peccato. Domani l’Influencer inventerà tante storie e si aggrapperà alle carinerie di circostanza che si dicono in queste occasioni. La verità è che Merz arriva a Roma per la messa di Papa Leone XIV dopo aver compiuto i primi viaggi ufficiali in Germania, Francia e poi con Starmer e Macron a Kiev. L’Italia di Giorgia conta sempre meno. E la narrazione della Premier funziona nelle redazioni, ma non funziona nelle cancellerie internazionali.

Un sorriso,

Matteo

Ps. Lunedì parliamo di referendum, in diretta con Tommaso Nannicini alle 16:00 sui social. Visto che nessuno parla nel merito dei referendum, lo faremo noi. E per chi vuole darci una mano, ricordo la possibilità di iscriversi a Italia Viva o di donare un piccolo contributo per la campagna referendaria.