Enews 1048 venerdì 11 luglio 2025
Buongiorno e buon fine settimana.
Sulla politica estera difficile fare previsioni in presenza di una variabile totalmente fuori controllo come quella rappresentata dal Presidente Trump. La settimana scorsa annunciava il disimpegno dall’Ucraina, la prossima potrebbe mettere nuove sanzioni a Mosca. E che dire sui dazi? Ieri la notizia dei dazi al 35% per il Canada e l’annuncio delle imminenti, nuove, decisioni sull’Europa. Le missive inviate da Donald Trump sono ormai un genere letterario che crea incertezza sui mercati e preoccupazione tra i cittadini e gli imprenditori.
In Italia, intanto, la produzione industriale crolla ancora. Anche se Meloni & Urso dicono che va tutto bene, i numeri di chi conosce il mondo che produce sono carichi di inquietudine. Mi colpisce l’imbarazzato silenzio di Confindustria & company: spero che in vista della legge di bilancio qualche imprenditore si faccia sentire. Perché qui o si abbassano le tasse o è un problema vero. E a giudicare dai numeri la pressione fiscale aumenta, il debito pubblico aumenta: sarà fuori moda ma questi dati per me sono più significativi dei sondaggi per capire come sta davvero un Paese.
Per questo ho apprezzato l’articolo di oggi de Il Foglio titolato “L’opposizione c’è. Si chiama Renzi”. Mi fa piacere che qualcuno riconosca che il nostro modo di incalzare il Governo Meloni è serio: parlare di numeri, fare proposte e controproposte, restare ancorati alla realtà e non all’ideologia.
Ecco perché è fondamentale che MERCOLEDÌ 16 ci siano tanti amici di ITALIA VIVA, e non solo, a organizzare la distribuzione del Volantino “Giorgia ma quanto ci costi”. Lo trovate qui da far girare via social, WhatsApp e email. E lo riceverete dai coordinatori regionali di IV a partire da lunedì. Meloni perderà consenso quando gli italiani si renderanno conto che questo esecutivo sta impoverendo il Paese. E questa sarà la grande battaglia d’autunno. Intanto giovedì 17 saranno mille giorni di Governo Meloni e noi li “festeggiamo” con questo volantone. Che ne pensate? [email protected]


Naturalmente non molliamo anche sulla critica alla deriva istituzionale che ha preso questo Governo. Di Paragon sapete tutto. Su Almasri ogni giorno abbiamo una novità: qui la mia intervista a La Stampa in cui spiego che o Nordio ha mentito o la sua capo di gabinetto Bartolozzi gli ha nascosto delle informazioni. Il fatto è che un torturatore e violentatore di bambini è stato rimandato in Libia con un volo di Stato. E a chi dice che lo abbiamo fatto per bloccare l’immigrazione illegale segnalo che nel 2025 gli sbarchi dalla Libia sono molto aumentati, quasi raddoppiati. Ammesso che sia giusto – e per me non lo è – collaborare con quelli come Almasri che gestiscono i lager, resti agli atti che averlo rimandato indietro non ha fermato l’immigrazione clandestina ma ha distrutto la credibilità del Paese.
Per la mia azione dall’opposizione ho ricevuto le attenzioni personali di Giorgia Meloni con leggi e provvedimenti ad personam. Adesso ci mette il carico anche Mediaset con Pier Silvio Berlusconi che difende il Governo definendolo il migliore d’Europa (si deve essere confuso presentando i palinsesti: magari ha visto Lollobrigida o Giuli o Urso e gli è venuto in mente Paperissima), chiede cambiamenti in Forza Italia come fosse il proprietario del partito, attacca me forse perché sono tra i non molti che ancora non si piega al conformismo e al pensiero unico.
Silvio Berlusconi prendeva i voti e faceva politica; poi certo era proprietario di un’azienda. Ma la sua legittimazione a intervenire nel dibattito politico gli veniva dai voti.
Pier Silvio Berlusconi non ha mai preso i voti eppure decide sulla linea politica del Governo, attacca quelli che nell’opposizione si fanno più sentire, pretende un ricambio nel gruppo dirigente di Forza Italia, blocca lo Ius Scholae. E lo fa come proprietario di un’azienda mentre annuncia i palinsesti.
Voi capite che questo meccanismo – che sembra non interessare a nessuno – è molto interessante: Silvio era un politico che possedeva un’azienda. Pier Silvio è un manager che pensa di possedere un partito.
Non è la cosa più grave in un Paese in cui si spiano i giornalisti e si fanno leggi ad personam contro singoli dell’opposizione. Ma io – che ero ben lieto di collaborare con una grande azienda editoriale quale la Mondadori – non sarò mai un dipendente di un gruppo che si fa partito. Non chiedo a Pier Silvio Berlusconi di rinunciare alle sue idee, ma rinuncio io ai suoi soldi. Perché la libertà viene prima del portafoglio, sempre.
Naturalmente vedremo quanto spazio ci darà adesso Mediaset. Sono curioso di capire se le trasmissioni televisive del Biscione mi inviteranno o no, voi che dite?
Pensierino della Sera.
La vicenda di Bibbiano è molto più dell’ennesimo caso di malagiustizia. A Bibbiano si è registrata la più clamorosa vittoria del populismo a spese del buon senso e della realtà. La campagna ossessiva contro l’allora Pd, il sindaco Carletti, il sistema Emilia Romagna fu una vergogna nazionale. Intere famiglie hanno pagato sulla propria pelle il peso di un’aggressione indecente e disumana. Tra tutti voglio ricordare soprattutto il sindaco Andrea Carletti e la sua famiglia: arrestato e linciato mediaticamente, abbandonato da tanti, ha trovato la forza di ripartire con un coraggio straordinario che ammiro molto.
Ieri il castello dell’accusa è crollato. Carletti era già stato assolto. Ma il processo ha dimostrato che a Bibbiano si è costruito un teorema squallido per responsabilità di alcune forze politiche e di alcuni media.
Penso che adesso sia giusto fare i nomi dei due principali colpevoli: Luigi Di Maio e Giorgia Meloni. Di Maio disse che il Pd era il partito che toglieva i bambini alle famiglie con l’elettroshock. Meloni accusò il sistema di potere del Pd e disse che lei era stata la prima ad arrivare e che sarebbe stata l’ultima ad andarsene costringendo tutta FDI a una campagna ossessiva su tutto il territorio nazionale in difesa dei figli dalla sinistra.
Oggi Di Maio ha un ruolo importante in Europa, Meloni guida il Governo in Italia.
Se avessero un briciolo di dignità, oggi, troverebbero il tempo per dettare al proprio social media manager un semplice tweet: scusate, abbiamo strumentalizzato, ci spiace.
Sono tra i pochi a essere andato a Bibbiano per dare solidarietà a Carletti e al Pd locale. Ci sono sempre stato quando altri nostri dirigenti si nascondevano. Ho patito sulla mia pelle il peso dell’ingiustizia. Per questo dico: caro Luigi, cara Giorgia, se avete un briciolo di dignità, oggi, avete il dovere di chiedere scusa. Ad Andrea, a Bibbiano, a tutti noi.
Un sorriso,
Matteo

