Enews 1084 mercoledì 28 gennaio 2026
Buongiorno a tutti e buona settimana.
Fateci caso amici: di politica interna non parla più nessuno. O meglio si parla di movimenti dei partiti: si cerca di capire cosa farà Vannacci a destra (e dire che qualcuno lo aveva detto…) o come possa esistere un centro moderato in una coalizione guidata da Meloni e Salvini, un ossimoro. Sono solo tattiche che interessano gli addetti ai lavori ma non parlano dell’Italia e degli italiani.
Il nodo è che il Governo vivacchia senza occuparsi delle vere questioni dei cittadini. Prendete la Sicilia. Ieri abbiamo duramente attaccato Giorgia Meloni per essersi disinteressata alle vicende legate al maltempo al Sud. La stessa Giorgia Meloni che ha impedito di rimettere in piedi il nostro progetto “Italia Sicura” o che aveva strumentalizzato l’alluvione in Emilia-Romagna. Qui trovate il post che ha avuto un boom di condivisioni.
E qui trovate l’intervista a La Sicilia in cui oggi torno alla carica.

Oggi Giorgia Meloni, all’improvviso, ha ritrovato il coraggio ed è scesa in Sicilia. È andata il giorno dopo la Schlein, rincorrendo gli eventi e gli avversari. Ed è andata dopo la nostra denuncia. Ma è andata: speriamo che si preoccupi del dissesto e del maltempo e che magari annunci la riapertura di Italia Sicura. Il ciclone Harry ha fatto male al Sud, ma anche il ministro Nello (Musumeci) ci ha messo del suo.
Se ci pensate è tutto così. Si parla dei massimi sistemi per non parlare del gasolio, del carrello della spesa, della criminalità. Ci si indigna, giustamente, per i morti di Minneapolis ma abbiamo già messo nel dimenticatoio le coltellate fatali di Bologna o di La Spezia. Non vogliamo l’ICE in Italia e facciamo benissimo a farlo notare ma intanto i nostri agenti rimangono a perdere tempo in Albania e le nostre strade hanno bisogno di più sicurezza (e di più cultura, come diciamo da sempre). Mi colpisce che la sovranista Meloni sia ormai perennemente sulla difensiva. A destra si apre per la prima volta una crepa: e tutti sappiamo che se a destra nasce qualcosa di autonomo e non alleato, Meloni va a casa. A sinistra finalmente i primi segnali di vita di un’opposizione che sta sulle questioni quotidiane e non sulle battaglie ideologiche. E in questo fa effetto il posizionamento della sovranista che si sdraia su Trump contro l’interesse nazionale: i sovranisti sono così, alla fine trovano sempre uno più sovranista di loro che li sovrasta.
Sul mio canale WhatsApp (qui per seguire in tempo reale) trovate tutte le riflessioni di questi giorni, dalla Giornata della Memoria fino allo speciale Porta a Porta, dalle inaccettabili frasi di Trump sui militari alleati in Afghanistan o Iraq fino alle vicende del Minnesota. Su cui è bene dire la parola chiara: lo Stato ha il monopolio della forza per proteggere i propri cittadini, non per ucciderli. Chi non capisce questo principio e si rallegra delle violenze di Minneapolis non è filo Trump: è semplicemente contro secoli di civiltà.
Un sorriso,
Matteo



