Enews 1106 martedì 26 maggio 2026

Il primo turno delle amministrative ha visto il centrodestra mantenere Venezia, che era la partita più importante.
Cambiano segno Pistoia e Avellino, che vanno al centrosinistra, e Reggio Calabria, ora in mano al centrodestra.
Numericamente il risultato dunque è un pareggio, per ora, in attesa dei ballottaggi. Tra quindici giorni è ragionevole immaginare che il centrosinistra avrà più eletti del centrodestra e più eletti della volta scorsa, ma pesa naturalmente la conferma della destra a Venezia dopo gli anni di Brugnaro.

Giorgia Meloni ha però deciso di mettere il cappello sul risultato con la stessa determinazione con cui si era tenuta fuori dalla campagna elettorale.
E ha spiegato che ha vinto lei, riempiendo i social dei suoi messaggi dopo che era stata in silenzio e per la prima volta aveva snobbato una campagna elettorale.

Per capire come funziona la comunicazione di Palazzo Chigi: quando Meloni fa campagna elettorale, e perde, si trattava solo di un referendum e non di un dato politico. E in ogni caso è colpa della Santanchè. Quando Meloni non fa campagna e il neo sindaco di Venezia, Venturini, ottiene un risultato strabiliante con la sua lista (complimenti sinceri!), il merito invece è della Meloni. Tutto chiaro?

Personalmente non credo che sia un approccio serio ma è tipico di chi non si occupa dei problemi e preferisce vincere la sfida della comunicazione da influencer. Motivo per il quale la Premier ha molto sofferto i cartelloni “Qvando c’era LEI” perché per la prima volta si è trovata a rincorrere una campagna di comunicazione dell’opposizione (qui la mia lettera a Libero, qui la mia lettera a La Stampa). E tra l’altro voglio ringraziare chi ci sta dando un piccolo sostegno anche di natura economica per organizzare la campagna per tutta l’estate. “Qvando c’era lei” sta funzionando e funzionerà sempre di più, ecco perché Giorgia attacca noi.

La Premier è ossessionata dal controllo della comunicazione. Fosse capace di controllare i prezzi come controlla la comunicazione, questo Paese non avrebbe problemi di inflazione. E invece il costo della vita aumenta, e invece le misure del Governo sembrano insufficienti: non c’è una lista civica Venturini per risolvere il problema della produzione industriale, degli stipendi bassi, della fuga dei cervelli o della denatalità. Perché non serve una lista civica per governare il Paese: serve la politica. E i prossimi mesi mostreranno drammaticamente che a Palazzo Chigi si preoccupano più di comunicare che di fare misure che impattino sulla vita reale.

Quanto a noi: i risultati delle amministrative ci consegnano un incredibile investimento sugli amministratori, che secondo le prime stime sono addirittura triplicati. I risultati sono molto buoni soprattutto in alcuni territori. Quando ci presentiamo come Italia Viva sfioriamo il 10% nel comune capoluogo di Trani o il 5% nella cintura urbana di Torino, a Moncalieri. Casa Riformista sta stabilmente sul 10% in Campania. Ci sono anche alcune realtà negative che mostrano il bisogno di maggiore radicamento territoriale e di una diversa organizzazione ma il quadro è quello di un aumento esponenziale di amministratori e la presenza di diversi sindaci. Ieri nel post ho citato tra l’altro le donne del sud che sono diventate prime cittadine come Ada Fiore o Ilenia Magaldi ma dovrei citare le decine di simpatizzanti o iscritti a Italia Viva che da ieri hanno l’alto onore di indossare la fascia tricolore.
Fare il sindaco significa essere il custode dei sogni e delle paure della propria comunità. Per me resta indelebilmente l’esperienza più bella, di gran lunga l’esperienza più coinvolgente sotto il profilo umano. Auguro ai neo eletti di essere all’altezza della sfida e voglio ringraziare tutti, uno per uno, perché mettersi a servizio della propria comunità è un atto di generosità, non di ambizione. Ed è bellissimo, credetemi: bellissimo.

Pensierino della sera

Confesso che non vedo l’ora di leggere integralmente Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone. A me sembra affascinante che il romano Pontefice parli di intelligenza artificiale e offra uno sguardo controcorrente sulle sfide della nostra società. In un mondo guidato da isterie ipocrite, Papa Prevost si conferma un punto di riferimento planetario. C’è ancora qualche leader americano che ha la testa sulle spalle…

Un sorriso,
Matteo