Enews 1128 venerdì 16 ottobre 2026
Buongiorno a tutti e buon fine settimana.
Oggi in casa mia è festa per il compleanno numero 106 della Nonna Maria. Che roba, ragazzi: ormai non è più un mito, ma direttamente una leggenda. Auguri!
Sulla politica invece mi colpisce come nessuno (o quasi) parli di ciò che sta accadendo al Sud. Manca la benzina, scarseggiano i rifornimenti ai supermercati, ci sono blocchi stradali e nessuno ne parla. Perché nella narrazione del Governo il carovita non esiste. Fateci caso… i problemi quotidiani del gasolio o del carrello della spesa non vengono toccati mai quanto meriterebbero. Eppure questi problemi impattano nella vita delle persone in modo profondo.
In questi giorni sono intervenuto due volte in Aula.
• Qui con Giancarlo Giorgetti sulle questioni economiche.
• Qui con Giorgia Meloni sulle questioni europee.
• Trovate sui miei social i link per la condivisione se avete voglia.
Ho poi dialogato con Floris e Padellaro a Dimartedì. Anche in questo caso vi passo il link su YouTube.
Voglio però chiarire un punto che viene citato spesso sia nei commenti social che nel dibattito dei talk. Ed è un punto che ha molto a che fare con le regole elementari del gioco politico. Mi viene rimproverato: per stare in coalizione con il centrosinistra devi trovare compromessi sulle tue idee. Risposta: ovvio. Ah, ma io non voterò mai un partito che si allea con chi ha idee diverse. Allora cerchiamo di essere chiari. Ci si allea con partiti che hanno idee diverse, trovando compromessi. Poi, essendoci il proporzionale, ciascuno vota il partito che preferisce. Ma non votare un partito solo perché si allea con altri significa sperare che il tuo partito prenda da solo il 51%. Che sarebbe un’ottima idea, intendiamoci. Ma un po’ difficile da raggiungere e non solo per Italia Viva.
Dunque è fisiologico fare due cose:
a) cercare un compromesso alto e nobile sulle questioni più spinose per ottenere il premio di maggioranza.
b) Votare tuttavia la propria lista sulla scheda. Nessuno di voi dovrà votare Conte o Bonelli: voi votate Italia Viva. Poi se la coalizione di centrosinistra arriva prima e supera il 42% allora prende ANCHE il premio di maggioranza.
Perché faccio questo lungo e noioso spiegone? Perché ho ricevuto alcune lettere: “ah, io preferisco votarti se vai da solo e non voglio votarti alleato con altri”.
Molto bene. Diciamo che noi andiamo da soli. E che facciamo il 5%, ok? O addirittura l’8, come quattro anni fa. Sapete che succede? Nulla. Quel 5% non serve a niente nel dibattito politico. Serve a noi, a considerarci i più bravi, i più fighi, i più tosti. Ah, come siamo stati coerenti, con il nostro 5%. Poi però governano Salvini, Urso e Tajani. E il nostro 5% è ininfluente. Mentre invece se ci alleiamo siamo decisivi.
Guardate qui: la media di tutti i sondaggi ci dà ancora bassi. Al 2.4%. A me non piace. Voglio fare lo stesso il 5%. Ma diciamo che questi sono i risultati finali. Sapete qual è la conclusione di questo film? Che grazie al nostro 2.4% il centrosinistra vince, la Meloni va a casa e noi siamo decisivi per la vittoria.
Dunque chi si dichiara riformista e dice “mai con la sinistra” condanna se stesso all’irrilevanza. Prende il 5? Forse. Ma quando ha preso il 5 sapete dove se lo mette? Da nessuna parte. Perché sta a guardare altri cinque anni e la Meloni va al Quirinale.
Preferisco avere il 2% ed essere decisivo che avere il 5% ed essere irrilevante. Tutto qui.
Ecco il mio appello. I sondaggi già indicano che siamo decisivi. Se volete dare una mano alle idee riformiste, garantiste, europeiste non serve un tweet o un reel. Servono i voti. Più IV – Casa Riformista sarà forte, più la coalizione sarà bilanciata. Perché alla fine della storia non contano le chiacchiere: contano i voti. I rapporti di forza non si fanno sulla base dei like ma delle schede elettorali.
Ribadisco. Votare partiti che stanno al centro e si dichiarano felici di non allearsi con nessuno gratifica l’amor proprio ma impedisce di cambiare l’Italia. Perché la soglia del 42% la faranno tutti e due gli schieramenti. E la partita si giocherà sul filo dei voti. Più siamo forti noi, più sarà riformista il prossimo Governo. E sia chiaro: ho già detto che lo faccio senza alcun interesse personale. Io non sarò nel listino del premio di maggioranza, io non sarò ministro. Non rientro in Parlamento con i voti di Cinque stelle o Avs: io rientro con i voti della mia gente.
Ecco perché serve dar forza a Italia Viva sia dal punto di vista delle idee e dell’organizzazione che dal punto di vista economico. E se avete amici da segnalare o persone che si vogliono candidare, scrivetemi [email protected]
Pensierino della sera
Dopo quello che ho detto da Floris, Salvini mi ha attaccato. E per la dura legge del karma lo stesso giorno mi sono trovato su un treno Roma-Firenze con 105 minuti di ritardo. Voi direte: vabbè, poveraccio, non è colpa sua. Non deve controllare lui i treni. E infatti oggi è in tilt il trasporto aereo. Diciamo così: o non è capace o porta sfiga. Ognuno scelga la risposta che preferisce. Unica regola: vietato rispondere “tutte e due”.
Un sorriso,
Matteo
P.S. In molti vi state lamentando del fatto che non sto girando come in passato per il libro “Quando c’era lei”. Normale, ragazzi. Questo è un libro che durerà. Abbiamo mesi per presentarlo e parlarne. Anche perché le idee che vi sono contenute – credetemi – diventeranno centrali nel dibattito politico a cominciare dalla quattordicesima, dall’anticipo delle partite IVA, dalla gestione del territorio e della risorsa Acqua, dall’intelligenza artificiale e dal quantum computing. Ci sentiamo prestissimo, intanto qui c’è il link su Amazon.

