Enews 664, venerdì 23 ottobre 2020

    

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Enews 664, venerdì 23 ottobre 2020          

Buongiorno a tutti e buon fine settimana.
Di Covid parliamo, certo, ma parliamo alla fine.
Prima del Covid, tre piccoli pensierini.

1. Samuel Paty, 47 anni, cittadino europeo, professore in un scuola francese, è stato decapitato non da un lupo solitario ma da un estremista, che è stato aiutato e supportato da una rete di complici e conniventi vergognosa. I giornali italiani hanno parlato pochissimo di questo fatto enorme. Sembra quasi che sia un argomento tabù, uno di quelli di cui non parlare. Ho proposto che Italia Viva nei consigli comunali chieda l’intitolazione di una via in ogni comune per Samuel. Ma chiedo anche e soprattutto a tutti voi di non farsi scivolare addosso questa notizia come fosse niente. È una cosa enorme ed è una vergogna che non le si dedichi spazio: la lotta contro l’estremismo islamico deve essere combattuta con forza da tutti, senza ipocrisie e viltà. Qui una parte del discorso di Macron, qui il momento molto commovente in cui la salma entra alla Sorbona sulle note di ONE degli U2.

2. Ho seguito il dibattito Biden Trump, molto più civile stanotte della prima volta. Anche perché meno civile sarebbe stato impossibile. Che belli i riti della democrazia americana, che bello l’obbligo del confronto. Che non vuol dire necessariamente scontro: guardate questo video dei due candidati alla carica di Governatore dello Utah! Questo sì che è un grande spot per la politica e per la democrazia. Altro che i talk in cui regnano indisturbati i populisti nostrani.

3. Il Papa ha detto parole molto belle sulla necessità di una legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Dopo anni di promesse vane, con il mio Governo si è fatta finalmente la legge, ponendo addirittura la questione di fiducia. Io so quanto ci è costato umanamente, politicamente e anche personalmente. Ovviamente, nessuno oggi ci dà atto di quella sfida vinta. Ma non importa. Forse noi abbiamo voluto fare troppe riforme ma preferisco provare a cambiare che non stare a rimpiangere. Abbiamo provato a vivere il nostro tempo nel futuro anteriore mentre in politica va di moda il passato remoto. Ma anche se abbiamo pagato un prezzo molto alto, sono contento di averlo fatto. Da premier, ho vissuto una scelta difficile in nome della laicità. Da cattolico, oggi sono felice delle parole del Papa. E del silenzio di chi anni fa si permetteva di giudicare la fede altrui.

Diciamo spesso che il tempo è galantuomo. Possiamo dirlo anche per la giustizia, non solo per le unioni civili. Sono infatti uscite le motivazioni della Corte di Cassazione che ha clamorosamente smentito la procura di Firenze considerando illegittime le perquisizioni fatte ai nostri finanziatori e restituendo gli atti al Tribunale sul presunto - e a questo punto inesistente - finanziamento illecito al partito. Quando ci furono le perquisizioni, tutti aprirono su questo, adesso non ne parla quasi nessuno. Allora trasmissioni televisive a gogo, oggi neanche una breve nei TG. Pazzesco, pazzesco, pazzesco. Il collega Davide Faraone ha preparato una interrogazione parlamentare per sapere quanto sono costate le perquisizioni (illegittime), quanto personale è stato impiegato, quante persone sono state distolte dal dare la caccia ai delinquenti per aggredire noi. E soprattutto: chi pagherà per queste decine di migliaia di euro buttati via? Sono soldi dei contribuenti quelli che il magistrato fiorentino ha sprecato. Non ne parla nessuno? Come mai, secondo voi? Fatemi sapere cosa ne pensate, scrivendomi a questo indirizzo: matteo@matteorenzi.it



Pensierino del mattino. Auguri di buon compleanno ad Alex Zanardi. Ogni parola oggi sarebbe di troppo. Siamo semplicemente con lui.


Un sorriso,


P.S. Grande confusione
sotto il cielo nella gestione del Covid. Non mi stancherò mai di dirlo: non possiamo avere 21 sanità diverse e quel referendum di quattro anni fa ci avrebbe aiutato a gestire in modo diametralmente diverso il coordinamento. E soprattutto c’è qualcosa che non va nella gestione dell’emergenza. Penso che i problemi della seconda ondata derivino essenzialmente da quattro t: mancano tamponi rapidi, manca tracciabilità seria, mancano trasporti pubblici, dobbiamo avere più terapie intensive. Questo è il problema che incide (anche) sulla scuola: se avessimo avuto test rapidi senza mettere in quarantena le classi che attendono i risultati delle ASL, o avessimo coinvolto i bus privati o le forze armate per portare i ragazzi a scuola e decongestionare gli assembramenti sui mezzi, oggi saremmo in ben altra situazione. Chiederemo conto nelle sedi opportune di queste lacune, ora lavoriamo all’emergenza. E siccome i soldi servono, insistere a rinunciare al MES, mentre le persone non hanno tamponi o autobus per andare a scuola, smette di essere ideologia e inizia a essere masochismo.