Enews 972 mercoledì 5 giugno 2024

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Rush finale per le Europee.
Finalmente si inizia a parlare di Europa, anche se ancora troppo poco rispetto a quanto servirebbe e a quanto sarebbe giusto. Entrando nel merito si capisce che l’unica lista che ha nel simbolo europeo un progetto per l’Europa siamo noi, gli Stati Uniti d’Europa. E si capisce che gli unici che se eletti andranno davvero in Europa siamo noi. In questa campagna elettorale noi siamo gli unici seri. Punto.
 
È stato per me un toccasana salutarvi, abbracciarvi, incrociarvi. Ancora in queste ore vedere migliaia di persone come a Cosenza o Sarno mi ha allargato l’anima.
In queste ultime battute sto cercando di raggiungere più persone possibili con i media che abbiamo concentrato alla fine:
·      Berlinguer Rete4
·      Panella La7
·      Floris La7
·      Pancheri Sky
·      Zanchini Radio Rai
Trovo che anche gli altri amici della lista si stiano dando da fare. Ad esempio credo che Riccardo Magi sia stato molto bravo dalla Gruber lunedì come Gian Domenico Caiazza era stato esemplare a Piazza Pulita. Abbiamo una grande squadra. Anche perché la bellezza di questa sfida è che siamo dalla parte giusta della storia. Mentre gli altri dicono “meno Europa”, noi diciamo Stati Uniti d’Europa. Un’Europa diversa da quella di oggi, un’Europa con l’anima e con le radici, un’Europa che sa di futuro.
 
Ora però è tempo di parlarvi di me. Molti di voi mi conoscono da anni: le Enews sono il canale più diretto che ho per aprire il cuore. Ho vissuto questa campagna per la lista con grande intensità, spendendomi al 100%. Adesso è arrivato il momento di chiedere anche il voto per me.
Chiedere il voto è sempre un atto di umiltà. Ti espone al rifiuto. Ti mette in gioco. Ti fa rischiare.
Non avevo molta voglia di rimettermi in gioco, lo confesso.
E non pensavo a Strasburgo come un mio approdo personale.
Ammetto che preferivo Roma.
Ma giorno dopo giorno la gravità della situazione europea, sul piano militare, diplomatico, economico, culturale, mi ha costretto a guardare in faccia la realtà.
E chi vuole fare politica deve sempre avere il coraggio di rischiare.
Se davvero siamo convinti che il mondo vive ore di pericolo, è giusto che ciascuno di noi faccia del suo meglio per dare una mano. Questo è il momento di osare l’Europa. Osare la pace, osare la crescita, osare la politica.
 
La vita politica mi ha regalato emozioni incredibili. Sono stato sindaco, Presidente del Consiglio, leader di partito, parlamentare. Ho perso battaglie che pensavo di dover vincere a tutti i costi. E ho vinto sfide sulle quali nessuno scommetteva un centesimo, a cominciare dall’operazione Conte-Draghi. E quando sento Giorgia Meloni dire che lei è il contrario di me, sono orgoglioso di dirle che sì, è vero: l’ho spiegato in questo reel che sta volando su Instagram.
 
Eppure il passato non basta. O meglio: al passato grazie, al futuro sì.
Oggi mi rimetto in cammino. Perché nella vita non si arriva se non per ripartire.
E mi rimetto in cammino partendo dall’ultimo posto della lista, con l’umiltà che non sempre ho avuto nella mia esperienza.
 
Chiedo ai miei amici di scrivere Renzi sulla scheda.
Chiedo ai miei amici di scrivere Renzi perché i miei amici sanno che votando per me in realtà votano per loro. O meglio: votano per noi. Noi, manipolo di coraggiosi sognatori che vogliono portare in Europa i progetti, le follie, l’entusiasmo che da sempre ci caratterizzano.
Chiedo ai miei amici di scrivere Renzi anche se questo mi porterà a lasciare il Senato perché questo è il tempo di un nuovo inizio. E tra qualche anno ricorderemo questo passaggio come uno dei momenti di snodo della nostra esperienza politica.
Chiedo ai miei amici di scrivere Renzi perché non possiamo lasciare i palazzi delle istituzioni europee alla burocrazia e all’algida tecnocrazia. Serve la politica. E portare la politica è la nostra missione, da qualche anno.
Chiedo ai miei amici di scrivere Renzi perché dal risultato delle Europee potrà partire un percorso anche nazionale fondamentale per costruire un’alternativa ai sovranisti di destra e ai populisti di sinistra.
 
Se vi va in queste ultime 72 ore datemi una mano. Fate campagna per me. Fate girare il fac-simile via WhatsApp certo ma anche vis a vis. E scrivetemi che tipo di reazione trovate. Leggo i vostri commenti tramite email [email protected] e via WhatsApp 3347335300.
 
E mi raccomando: per chi vuole, oggi alle 17.30 edizione speciale della diretta “Text Renzi” da Milano da una location veramente unica.
 
Pensierino della Sera.
Dopo due anni di governo e a tre giorni dalle elezioni la Meloni ha scoperto che ci sono le liste d’attesa. E ha fatto il solito decreto-decretino, in cui promette tutto e non cambia nulla. Ho una proposta precisa per il Governo. Cancellate la follia dei centri migranti in Albania e date quei soldi alla sanità. Mettere 850 milioni di euro in Albania per i migranti è assurdo: mettiamo quei soldi in Italia per gli infermieri, i dottori, gli esami, i pronto soccorso, le liste d’attesa. L’ho detto chiaro qui, facciamolo girare. E siccome già mi immagino i diffamatori di professione dire che io ho tagliato sulla sanità, segnalo che nel 2013 il fondo sanitario valeva 107 miliardi. Ed è cresciuto ogni anno del mio governo fino ad arrivare a 112 miliardi nel 2017 con la mia ultima legge di bilancio. Giusto perché sia chiaro che noi non abbiamo tagliato un bel niente.


Un sorriso,
Matteo
 
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