Enews 976 giovedì 20 giugno 2024

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Buongiorno a tutti!
 
Cinque pensierini volanti:
 
1.  “Lo scandalo dei bambini africani cui la famiglia Renzi ha sottratto soldi”: così dalla campagna elettorale del referendum a oggi i miei avversari politici hanno attaccato senza tregua, infangando la mia famiglia per l’ennesima volta. Di Battista, Il Fatto Quotidiano, Giorgia Meloni (sì, proprio lei) e tanti altri mi hanno dedicato post, video, articoli, commenti. Ieri mio cognato Andrea Conticini è stato totalmente assolto perché IL FATTO NON SUSSISTE. Eppure in questi anni gli hanno chiuso i conti corrente, gli hanno impedito di lavorare, gli hanno fatto di tutto. IL FATTO NON SUSSISTE. Ne ho parlato a questo link. Ieri non c’è stato un comunicato stampa di Fratelli d’Italia, nè dei novelli garantisti di sinistra, nè dei vecchi giustizialisti di destra, non c’è stato un post/tweet di chi mi ha attaccato allora, non c’è stata una telefonata di scuse nemmeno in privato. Volevano distruggermi la reputazione e l’immagine. E ne hanno combinate tante, troppe. Ma quello che mi colpisce non è la magistratura: perché prima o dopo arriva un tribunale che emette una sentenza. Può essere in primo grado, in appello, in cassazione. Può essere la Corte Costituzionale. Prima o dopo la magistratura arriva. Certo, magari in futuro qualcuno troverà il coraggio di raccontare quanti processi hanno imbastito contro di noi. E si renderà conto di quello che le persone intorno a me hanno dovuto subire. Ma vi confesso, quello che mi colpisce in queste ore è il silenzio dei giornali e dei talk. Non trovo un commentatore che scriva mezza riga, un giornale che pubblichi la notizia, un talk che dedichi un approfondimento. No, non ne parla praticamente nessuno: solo Il Giornale ha fatto un articolo. Nessuno degli altri, nessuno. Qualcosa in cronaca locale, una foto notizia. Il Fatto Quotidiano aveva fatto una prima pagina all’epoca, oggi pubblica un misero trafiletto. Gli stessi che hanno sguazzato per mesi dentro la falsa storia dei bambini africani derubati dalla famiglia di Renzi, gli stessi che hanno approfondito ogni riga delle tesi strampalate dell’accusa, gli stessi oggi parlano d’altro. Non vi sembra una cosa enorme? Scrivetemi, vi leggo: [email protected]
Intanto un abbraccio a mio cognato Andrea, a Matilde, alle loro figlie. Volevano distruggerci, non ci sono riusciti.  
 
2. Autonomia. La legge sull’autonomia non serve al nord e fa male al sud. Perché è un provvedimento ideologico. Organizzeremo un seminario nelle prossime settimane per dimostrare come l’autonomia crei più burocrazia per le aziende del nord e più diseguaglianze per i cittadini del sud. Penso che sia un errore clamoroso quello della Meloni: ha fatto una legge sbagliata e aver forzato i tempi votando anche di notte regala una grande occasione per tutto il variegato mondo che si oppone al Governo. Si possono raccogliere le firme per il referendum, adesso. Se si prendono 500.000 firme entro il 30 settembre, nel 2025 si va a votare. E lì – è vero – non sarà facile raccogliere il quorum, ma ci sarà una straordinaria mobilitazione che metterà in luce le divergenze interne all’Esecutivo, non solo nel Mezzogiorno. Per la prima volta dal settembre 2022 secondo me la Meloni ha fatto un errore tattico: ha anticipato i tempi del referendum sull’autonomia. Se scatta il quorum, il Governo va a casa. Ma anche se non scatta il quorum l’esecutivo offre – per dirla con linguaggio tennistico – il primo break point alle opposizioni.
 
3.  Questo significa che la pensiamo come grillini e sinistra radicale? No. E la dimostrazione più evidente è che proprio quando ci sarà il referendum sull’autonomia, ci sarà anche il referendum sul Jobs Act – insieme – e questo aiuterà a far riflettere. Perché noi voteremo sì al referendum sull’autonomia ma voteremo no a quelli sul Jobs Act. E qualcuno dirà: ma dovete semplificare il messaggio, non si può sempre spiegare tutto. E invece la politica è complessità, è analisi, è studio: è fare la fatica di pensare, votare, agire. Il resto è un’altra cosa, si chiama populismo.
E a proposito di Jobs Act, riformisti e populisti, vi consiglio la lettura di questo articolo: il Jobs Act ha creato lavoro stabile, anche secondo i dati dell’Ufficio parlamentare di Bilancio.
E ora chi lo dice a Landini?
 
4.  Qualche news dal mondo. Mi colpisce ma non mi stupisce la visita di Putin in Corea del Nord, mi colpisce il no del governo tunisino a lavorare col G7 (ho l’impressione che sia stato un errore affidarsi così tanto a Tunisi come hanno fatto alcuni leader europei: questo Governo è inaffidabile), mi colpisce il fatto che si vada verso il bis di Ursula von der Leyen dopo tutti i limiti che lei ha mostrato nel primo mandato. Mi colpisce una notizia terribile: la ragazzina di 12 anni violentata a Parigi perché ebrea. Non solo la violenza fisica su un’adolescente. Ma addirittura la violenza fisica aggravata dal movente razzista. Come mi colpisce che il Belgio abbia rifiutato di ospitare una partita con Israele per il timore di non gestire l’ordine pubblico: si avverano alcune lontane profezie di Chesterton. Quanto ci sarebbe bisogno che le università tornassero a essere luogo di dialogo culturale e non di pregiudizi ideologici per aiutarci a decodificare e vivere tempi inquieti come i nostri. Quanto abbiamo bisogno di cultura e dialogo anziché di populismo e ideologia…
 
5.  Italia Viva. In queste ore continua il dibattito sul futuro del nostro partito e più in generale dell’area di centro. I numeri sono quasi definitivi e ci permetteranno una dettagliata analisi del voto per capire dove prendiamo consenso e dove invece lo perdiamo. Perché sarà importante anche valorizzare quei territori che hanno fatto meglio, diciamocelo. E capire perché altrove va così male. Il dato nazionale è sempre quello: per un soffio, appena lo 0.2%, abbiamo perso tre o quattro parlamentari europei che avrebbero portato Renew Europe ad essere al terzo posto a Strasburgo (oggi invece il gruppo della Meloni è terzo e noi quarti, grazie a questo 0.2% mancante. Meloni sa chi ringraziare). Le preferenze dimostrano che ho ottenuto un consenso personale impressionante, molto più alto delle aspettative. Ma è inutile vincere la classifica cannonieri se perdi il campionato. E dunque a differenza di chi si arrocca su se stesso, io voglio mettere questo risultato personale così bello a disposizione di un percorso più ampio. Intanto abbiamo fatto partire il tesseramento come avevamo annunciato: qui il link. Nelle prossime enews faremo un calendario. E intanto continuo a ricevere centinaia di lettere. Molte si concludono con proposte divergenti: quello vuole il terzo polo di nuovo, l’altro suggerisce le primarie, tizio vuole andare con il Pd, Caio dice meglio soli che male accompagnati. Tutti però sono consapevoli che quest’area politica potrà essere decisiva alle Politiche. A maggior ragione è molto utile leggervi: [email protected]
Grazie
 
Un sorriso,
Matteo