Renzi: «L'incantesimo è finito e Meloni ora è nel bunker. Il centrosinistra ci creda»
Intervista a Matteo Renzi per «Il Messaggero» del 24-03-2026
di Andrea Bulleri
Matteo Renzi, leader di Italia viva, la vittoria del No con un'affluenza così sostenuta che segnale è per Giorgia Meloni?
«L'incantesimo è finito. La nostra premier non è più la figlia del popolo, ma una donna di Palazzo che ha perso la fiducia della gente. Continuerà a governare perché ha la fiducia dei parlamentari terrorizzati di andare a casa ma non ha più la fiducia dei cittadini».
È archiviata la luna di miele con gli italiani?
«Si. Penso che paghi ciò che non ha fatto, più che ciò che ha fatto. Non ha affrontato i veri temi del Paese. Guardi l'ultimo decreto legge: ma come si fa a fare un decreto legge per abbassare le accise per venti giorni in piena campagna elettorale? E la dimostrazione che a Palazzo Chigi non c'è una classe dirigente ma un marchettificio. E questo allontana le persone che vorrebbero sicurezza, salari, sanità. Non decreti spot».
La premier dovrebbe dimettersi?
«Faccia lei. Ma sappia che non ne uscirà fischiettando e dando la colpa al povero Nordio. Parliamoci chiaro: questa riforma è una grande sconfitta personale per la Premier. Dimettersi richiede coraggio e dignità, specie dopo anni di governo. lo quando ho perso me ne sono andato da Palazzo Chigi e dalla guida del primo partito italiano. Lei mi pare asserragliata nel bunker. Sappia che ogni giorno sarà peggio, perché anche tra i suoi inizieranno a darsi di gomito sparlando di lei. Io ci sono passato, so che gli sciacalli vengono fuori in questo momento».
Si aspetta contraccolpi in maggioranza?
«Soprattutto. Da un lato Vannacci ha oggi ragioni in più per andare da solo. Dall'altro in Forza Italia e nella Lega crescerà il fronte dei perplessi. Se non ha il coraggio di dimettersi da tutto come feci io, e non lo avrà, Meloni avrà un anno di via crucis».
E il centrosinistra? Subito le primarie per la leadership? Conte ha aperto, chi correrà per l'area riformista, Salis?
«Presto per dirlo. E non vogliamo tirare per la giacca Silvia Salis che ha sempre detto di non voler partecipare alle primarie. Ora è fondamentale concentrarci sulle proposte di merito e cominceremo con le primarie delle idee a Roma domenica 11 aprile. Il nome arriverà dopo».
Il leader M5S parla di avviso di sfratto al governo. Non è rischioso pensare che tutti i cittadini che hanno votato No sceglieranno automaticamente il centrosinistra alle politiche? Molti voti venivano dall'astensione...
«Che sia un avviso di sfratto mi pare evidente. È ovvio che non si possono sommare le pere con le mele, ma è anche evidente che da oggi il centrosinistra ci crede. E ci credono i commentatori che non ci hanno mai creduto. E mi lasci dire che ci credono anche i cittadini: l'effetto psicologico sarà enorme».
Qualcuno ha detto: i migliori testimonial del No sono stati i sostenitori del Sì. Che campagna elettorale è stata?
«Credo che gente come Delmastro o Giusi Bartolozzi oggi si debba davvero interrogare su questo abbia fatto danno anche al centrodestra lo stile che hanno. Una campagna ridicola, piena di fake news come quella: "Con questa riforma non ci sarà più un caso Garlasco e tutto il resto". Ma l'errore più grande lo ha fatto la premier imponendo di non modificare il testo in Parlamento, costringendo tutti a una campagna basata sulle bugie, prendendo di petto un tema che avrebbe avuto bisogno di uno stile diverso».
Lei che ci è passato dieci anni fa... Un consiglio per Meloni?
«Pensarci qualche giorno. A mente fredda. Potrebbe capire che le conviene andare a elezioni subito anziché essere triturata giorno dopo giorno per un anno.»
2006, 2016, 2026: tre referendum costituzionali su materie diverse, stesso esito. Cambiare la Carta non porta bene a chi ci prova?
«Penso che ci sia nel Paese un pezzo di opinione pubblica che non vuole cambiare la Costituzione, punto. Perché la ritiene la più bella del mondo, per conservatorismo, per paura, per convinzione: non so per cosa ma è così. Dopo i fallimenti del 2006, 2016, 2026 auguri a chi ci proverà nel 2036... non la vedo facilissima, ecco».
Legge elettorale: fa bene il centrosinistra a chiudere all'ipotesi dello"Stabilicum"? Un pareggio non gioverebbe neanche a voi...
«Il problema non è la legge elettorale, ma la sicurezza che non c'è, gli stipendi che sono bassi, i giovani che se ne vanno, le tasse che crescono. Parliamo di questo e vinceremo noi, con qualsiasi legge elettorale».