Renzi: alle regionali serve una casa riformista. «Bilanciamo la sinistra radicale»
Intervista a Matteo Renzi per «QN» del 26-08-2025
di Antonella Coppari
Senatore Renzi, in Toscana lei invoca la logica del bipolarismo. Il leader di Azione, però, afferma di non poter sostenere Eugenio Giani perché il programma è stato dettato dal M5s. È così?
«Falso. Il programma non è stato ancora scritto. Noi porteremo le nostre idee: no a nuove tasse, più sicurezza, aiuti a famiglie e ceto medio. Il programma è un alibi, il vero programma è la scelta politica».
Calenda vuole superare il bipolarismo. Che cosa c’è di sbagliato nel progetto?
«È semplicemente una proposta irrealizzabile. Il bipolarismo è ormai una realtà del Paese, prendiamone atto. È surreale leggere interviste di chi vuole cambiare il sistema politico senza però nemmeno candidarsi. La politica si fa con i voti, non con le interviste. Si decide in cabina elettorale, non su Twitter. Ammettiamo per assurdo che abbia ragione Azione: come fai a sostenere le idee se hanno paura anche a candidarsi? Noi invece saremo decisivi nella coalizione come accaduto con Silvia Salis a Genova».
Ha dato vita al Terzo polo: perché ora esclude che possa nascere un centro autonomo?
«Bisogna prendere atto della realtà. Non siamo riusciti a fare il quorum nemmeno con il proporzionale alle Europee, anche per le divisioni create da Azione. A maggior ragione non può esserci centro autonomo in un sistema maggioritario. La politica non è sterile testimonianza, ma capacità di cambiare le cose. Puoi fare la differenza dentro le coalizioni, non fuori».
Ritiene davvero che Italia viva possa contrastare il peso crescente dell’asse M5s e Avs nel centrosinistra? In che modo?
«Italia viva deve costruire una casa riformista per tutti quelli che vogliono bilanciare il peso della sinistra radicale. Il Pd di Schlein, Avs e Cinque Stelle sono molto più a sinistra di noi. Per questo c'è uno spazio straordinario per le nostre idee».
Lei è stato il più fiero avversario della cultura politica del M5s. Il suo giudizio è cambiato da quando il leader è Conte?
«Ho combattuto Conte quando stava con la Lega. Ho fatto nascere il Conte bis per evitare che Salvini al Papeete prendesse i pieni poteri. Ho portato Draghi a Chigi e ne vado fiero. Grazie alle mie manovre “machiavelliche” abbiamo eletto due volte Sergio Mattarella al Quirinale. Io faccio politica, tutto qui. Oggi Meloni sta prendendo i pieni poteri nel silenzio di tutti. Ma non ha la maggioranza: ha vinto solo grazie alle divisioni altrui. Se il centrosinistra si unisce, Meloni torna a casa».
Fatto sta che è diffusa la sensazione che Conte e i Cinque Stelle esercitino una sorta di egemonia sul Pd di Elly Schlein.
«Per me, no: Schlein fa uno sforzo unitario per la coalizione. In Toscana, ad esempio, c’è un candidato riformista, Giani. Faremo una lista con lui, con i civici e i partiti di Avanti. Cinque anni fa insieme abbiamo preso il 7,5%. Se otterremo lo stesso risultato saremo la seconda forza della coalizione. L’egemonia si esercita con i voti, non con i post sui social».
Anche lei sui social è attivo.
«Certo che sì. Ma poi ci metto la faccia, ci candidiamo e prendiamo voti. E inoltre riunisco persone in carne e ossa come alla Leopolda di inizio ottobre quando in migliaia discuteremo di idee per il futuro della Toscana e dell'Italia. Chi sta su Facebook, ma poi non si candida alle elezioni è ininfluente».
Non pensa che Schlein dovrebbe essere meno timida nel rottamare le rendite di potere dei governatori?
«Il tema vero riguarda Emiliano: il suo egoismo fa male alla Puglia e fa saltare la candidatura vincente del bravo Antonio Decaro. Tutto il resto è sotto controllo».
Senatore, di recente, è tornato ad accusare Meloni di essersi asservita a Trump: non sarebbe più corretto rivolgere questa critica, casomai, all’intera Europa?
«Bruxelles deve svegliarsi. Ma il fatto è che Meloni sovranista ha abbracciato Trump sovranista. E il sovranismo uccide l’Italia e la Toscana: pensi al distretto del cuoio o del marmo o del vino o della pelletteria. Proprio per questo sostenere Giani e la casa riformista significa dare un'alternativa al sovranismo. Oggi in Toscana, domani in tutta Italia».