Renzi: «Giorgia Meloni va sfidata su stipendi e bollette»
Intervista a Matteo Renzi per «La Repubblica» del 27-05-2026
di Concetto Vecchio
Matteo Renzi, lei aveva detto che a Venezia si deciderà chi vince e chi perde le amministrative.
«Era la città più importante e la destra si è confermata. Peccato non averla ribaltata. Ma a Venezia ha vinto Simone Venturini, non Giorgia Meloni»
Ha vinto il centrodestra.
«Come dieci anni fa, come cinque anni fa. Ma stavolta la differenza non l'hanno fatta Meloni e Salvini ma un ragazzo under 40 che ha preso da solo il 30 per cento. Bisogna fargli i complimenti»
Si riconosce un po' in Venturini? Giovane, scout, cattolico. Un under 40 che ora governa Venezia.
«No. Come scout non mi sarei mai alleato con Salvini e Vannacci. Ma so cosa significa governare una città d'arte, una città globale. Gli faccio i miei migliori auguri: fare il sindaco è umanamente bellissimo»
Cacciari ha detto: mio nipote avrebbe preso più voti di Martella.
«È ingeneroso oggi attaccare Martella. I candidati si sostengono sempre, quando vincono e a maggior ragione quando perdono. Punto»
Il centrosinistra non ha perso questa tornata?
«Numericamente abbiamo vinto il primo turno: abbiamo recuperato capoluoghi che erano a destra come Pistoia e Avellino. E al ballottaggio aumenteremo il divario. Ora l'importante è non cadere nel piagnisteo. Abbiamo perso Venezia, non la guerra. Un appello: basta Tafazzi a sinistra»
Meloni ha esultato, come di chi scampato un pericolo.
«È incredibile. Dove ci ha messo la faccia lei, sul referendum, ha perso. Dove non si è fatta vedere, per paura, come a Venezia canta vittoria. È una influencer straordinaria ma per inflazione, stipendi, bollette non le basterà la lista civica Venturini»
È stato sopravvalutato il No al referendum?
«Era un'altra partita. Raccomandavo prudenza agli ottimisti dopo il referendum, raccomando entusiasmo ai pessimisti dopo le amministrative. La partita è aperta e si gioca sull'economia»
I titoli però ieri erano tutti per Venezia che resta a destra, a dispetto delle previsioni.
«Sappiamo come funziona la comunicazione. Ma i cittadini voteranno tra un anno su stipendi e bollette, non sulle gondole e il Mose. Con tutto l'amore profondo che ho per Venezia, prepariamoci alla battaglia nazionale»
Hanno vinto i cacicchi.
«È riduttivo definirli così. Diciamo che un forte radicamento aiuta soprattutto nelle amministrative. Provo rispetto per chi prende voti»
Come si spiega il fenomeno? De Luca e Crisafulli sono in pista da quasi quarant'anni.
«Sono tutti casi diversi l'uno dall'altro. Ma c'è una bella differenza tra la sofisticata politica riformista di un De Luca a Salerno e quella di un Cannizzaro a Reggio Calabria»
Nel centrodestra però leggono il voto come un segno favorevole in vista delle politiche.
«Chi si contenta gode. Alle politiche si voterà su sicurezza sanità e stipendi. Stiamo meglio o peggio di cinque anni fa? L'Istat dice peggio, io dico che lo diranno anche gli elettori. E Meloni potrà dedicarsi all'opposizione e a fare le conferenze. A parlare è brava ma ipocrita e il discorso di ieri a Confindustria lo conferma»
Perché?
«Spalleggiata dal più pavido presidente della storia di Confindustria, Orsini, ha detto che tutto quello che non va è colpa di altri: le Regioni, i comuni, Bruxelles. Abbiamo il peggior pil d'Europa, cresce il debito, peggiora il potere d'acquisto e la premier si comporta come fosse una passante. Gli industriali applaudono chi ha bloccato la produzione industriale in questo Paese: non è galateo, si chiama masochismo»
È un refrain che hanno usato anche altri a palazzo Chigi.
«Nessuno come lei. Governa da quattro anni ed è sempre colpa di Draghi, di Conte, di Renzi. Ma dico: e ci dimentichiamo Quintino Sella e Cavour? Tutti colpevoli pur di salvare la faccia alla Sora Giorgia»
Vannacci cosa farà?
«Deciderà all'ultimo, ma penso che Meloni farà di tutto per averlo dentro. A quel punto però perderà sicuramente un pezzo di centro e fallirà il disegno di Marina Berlusconi di costruire una forza liberale»
Marina Berlusconi potrebbe a quel punto andare col centrosinistra?
«No. Niente inciuci. Il centrosinistra deve stare unito e vincere ai seggi, non negli intrighi»
Cosa cambia con Vannacci nel centrodestra?
«Con Vannacci nella coalizione di centrodestra diventa ancora più fondamentale la nostra presenza al centro in alleanza con Pd, Avs, M5s ma con la nostra gente e con le nostre idee»
Non è più probabile che alla fine il centrodestra rimarrà unito, come sempre?
«Forse. Ma allora le loro contraddizioni esploderanno. Io dico alla sinistra: nessun piagnisteo, giochiamo all'attacco. Solo così vinceremo i ballottaggi e soprattutto le politiche»