Renzi: «Giusto stare con gli alleati, ma questo governo è mediocre. Sánchez? Facile populismo»
Intervista a Matteo Renzi per «Corriere della Sera» del 06-03-2026
di Maria Teresa Meli
Roma. Matteo Renzi, l'Italia darà le basi agli Usa anche se solo per i rifornimenti degli aerei. Da premier avrebbe fatto lo stesso?
«Sì. Nel momento in cui gli iraniani attaccano Cipro e i Paesi amici ci chiedono aiuto è giusto stare dalla parte degli alleati, facendo i necessari passaggi in Parlamento. Lo abbiamo sempre fatto in passato, continueremo a farlo in futuro».
E tuttavia ieri in Parlamento il ministro Tajani vi ha attaccato. Che cosa è successo?
«Abbiamo a che fare con un governo imbarazzante per mediocrità. E Tajani ne è il simbolo. Prima fa l'appello all'unità e subito dopo attacca tutti gli ex premier del centro-sinistra. Che senso ha?».
Tajani non ha gradito le vostre critiche...
«Il mondo è in fiamme, siamo allo scontro finale nel mondo islamico tra riformisti ed estremisti e il nostro ministro degli Esteri anziché offrirci un'analisi di ciò che sta accadendo e dire cosa serve all'Italia, si lancia in consigli stile: "Quando vedete un drone non affacciatevi alla finestra". Ma lei si immagina Moro o Andreotti o Fanfani che nei momenti di difficoltà della politica estera danno istruzioni come se fossero i centralinisti del Viaggiare sicuri anziché offrire un'analisi politica?».
E lei che cosa avrebbe detto, al posto di Tajani?
«Avrei spiegato che l’Iran è la polveriera del mondo, che ha armato tutti i terroristi contro Israele ma che ha anche cercato di minare le leadership riformista arabe. Gli ayatollah sono il fulcro di ogni violenza islamica e non è un caso che oggi allarghino i loro obiettivi andando oltre Stati Uniti e Israele e colpendo i Paesi del Golfo e l'Europa con Cipro. È il segno della loro disperazione: stanno perdendo terreno, si sentono scivolare il mondo sotto i piedi, ora è tempo di dare il colpo finale restituendo libertà alle ragazze di Teheran. Questa è la vera posta in ballo».
Avrebbe voluto Giorgia Meloni in Parlamento?
«Non solo io avrei voluto ma soprattutto lei avrebbe dovuto accettare il confronto in Parlamento. Giorgia Meloni ha parlato con i bravi giornalisti di Rtl 102.5 e non è venuta a confrontarsi con i colleghi eletti dal popolo: è un atto di miopia politica e di arroganza istituzionale».
Come giudica invece la presa di posizione di Sánchez?
«Conosco Pedro ma trovo che questa sua uscita sia figlia di un facile populismo. E io no, non sono d'accordo. L'Iran attacca Cipro e noi che facciamo? Fischiettiamo facendo finta di nulla? Cipro è Europa. Cipro siamo noi. Impossibile far finta di nulla e ricevere i complimenti del regime iraniano. Penso tutto il male possibile di Trump, dei dazi, dell'Ice, della cultura Maga e di tutto il resto: ma tra gli Stati Uniti e gli ayatollah non ho dubbi da quale parte stare».
Lei conosce Bin Salman: qual è e quale può essere il ruolo dell'Arabia Saudita in questo conflitto?
«L'Arabia Saudita ha fatto un percorso di riforme eccezionale che l'Iran non ha saputo neanche immaginare. E non è un caso che Teheran attacchi come mossa di disperazione finale proprio le monarchie del Golfo perché gli Ayatollah vogliono distruggere i riformisti. Non ce la faranno. E larga parte del merito è proprio della leadership saudita, che ha avuto la forza di stoppare la polizia morale e dare diritti alle donne proprio mentre in Iran si faceva il percorso opposto. Oggi i Paesi del Golfo hanno la grande occasione di pacificare la regione costruendo la pace con Israele nella cornice degli Accordi di Abramo e agevolando il lavoro della nuova generazione di leader».
Trump si fermerà o potrebbe aprire altri fronti?
«Trump è imprevedibile per definizione, ma conoscendo gli obiettivi americani adesso ha tutto l'interesse di non tenere il prezzo della benzina troppo alto. Tra sei mesi ha le elezioni di midterm e non credo che vorrà arrivarci con ancora aperto il problema del costo della benzina. La Casa Bianca sotto Trump è una ferita al cuore per chi ricorda altri presidenti: sui dazi, sull’Ice, sul rapporto con l'Europa, sulle fake news io non amo Trump. Ma preferisco la Casa Bianca quando combatte per i diritti delle donne a Teheran alla Casa Bianca che in modo vergognoso si ritira da Kabul lasciando le ragazzine in mano ai Talebani».
Il «caso Crosetto» secondo lei è definitivamente chiuso?
«Non doveva nemmeno essere aperto. È evidente che Servizi Segreti e Difesa non si parlano e spero che Mantovano e Crosetto si chiariscano perché è imbarazzante questa rissa continua tra due settori del governo».