Renzi: «L’Europa si svegli. Il Governo è incapace ma sull’Iran serve dialogo»

Intervista a Matteo Renzi per «La Repubblica» del 14-03-2026

di Francesco Bei

Matteo Renzi, reduce da due giorni di feroci scontri in aula con il ministro degli Esteri e il ministro dello Sviluppo economico, invita l’opposizione a prendere al volo «la disponibilità al confronto di Meloni, che anzi è arrivata troppo tardi». Perché siamo «in un momento di svolta della storia, si sta riscrivendo l’ordine mondiale dopo Yalta» e l’Europa deve esserci con la sua voce. Quanto all’Italia, «di fronte un governo incapace», il leader di Italia Viva è ottimista sulle sorti del centrosinistra, «ma ora è il momento di pensare alle primarie». Per scegliere il leader ma anche per discutere «le nostre idee su tasse e sicurezza, trasformando i tradizionali punti deboli della sinistra in punti di forza».

Trump ha sospeso le sanzioni per chi acquista petrolio russo. Dopo aver incendiato il Medio Oriente adesso aiuta anche la Russia?

«Proviamo a vedere la cornice più ampia. Siamo dentro a un cambio epocale nella storia, si sta riscrivendo l’ordine mondiale dopo Yalta: l’Iran, il Venezuela, Cuba, la Palestina, l’estremismo islamico in Africa, sono tutti collegati».

E allora dovremmo tornare a comprare petrolio e gas da Putin?

«No. Il discorso è più ampio: in questo momento di svolta, noi europei siamo nelle condizioni di portare Russia e Ucraina alla pace oppure no? Significa nominare un inviato dell’Ue che lavori a un accordo globale, dentro cui ci devono stare l’adesione dell’Ucraina all’Ue, le garanzie di sicurezza per i Baltici, il rispetto dell’accordo da parte della Russia. Solo a quel punto - dopo che la Russia si ritirerà dal Paese sovrano che ha invaso - si possono togliere le sanzioni. Non oggi perché l’Iran ha chiuso Hormuz».

L’ennesimo errore di Trump che non ha valutato tutte le conseguenze dell’attacco?

«Secondo me Trump ha tutto l’interesse a creare il caos sui mercati. Quando c’è questa volatilità dei prezzi, chi come lui possiede informazioni privilegiate, fa soldi».

A livello personale?

«Certo! È folle ma lui e il suo inner circle ci guadagnano e non si preoccupano delle conseguenze sul lungo periodo».

La decapitazione del regime ha portato a nuovi leader che sembrano ancora più radicali di quelli uccisi. Bel guadagno…

«Non sarei precipitoso. Oggi in Iran c’è il caos, perché la catena di comando è stata disintegrata, ma peggio di quelli di prima è impossibile fare».

Sta dicendo che bisogna aspettare per capire chi comanda davvero a Teheran?

«Si. E non bisogna essere superficiali nella lettura: di superficiale qui c’è già il ministro Tajani, basta e avanza. Invito tutti a non guardare solo al cognome della nuova guida suprema dell’Iran. Chi capisce di politica estera sa che è partita una carambola che porta il Venezuela a impattare su Cuba, l’Iran a impattare sull’Ucraina, lo scontro tra radicali e riformisti in Medio Oriente impatta sull’Africa. Per non parlare di Pakistan o India».

In questo scenario fuori controllo, l’Europa cosa dovrebbe fare?

«L’Europa e l’Italia devono ragionare di approvvigionamento energetico, senza bloccare sia le nuove esplorazioni di gas, sia le rinnovabili».

Nel frattempo da noi il diesel ha sfondato i due euro al self service. Che può fare il governo?

«Il problema è che abbiamo come ministro un incapace conclamato come Adolfo Urso. Il governo è colpevole di aver aumentato le accise sul diesel, il gasolio agricolo è passato da 0,80 a 1,40 al litro: una parte è responsabilità dello stretto di Hormuz, un’altra di largo Chigi. Questo è un governo che fa danni all’economia, siamo al trentacinquesimo mese di calo della produzione industriale su trentanove».

L’opposizione potrebbe fare gol e invece continua a dividersi, l’ultima volta quattro mozioni diverse sull’Iran…

«E nonostante tutto è più in buona salute della maggioranza, che ha perso Vannacci. È il momento per il centrosinistra di lanciare il grande tema delle primarie, perché i numeri ci dicono che la partita è aperta, ci sono due o tre punti di differenza.».

E se cambiano la legge elettorale?

«Sempre quel distacco di due punti resta, stiamo dentro l’errore statistico. E da qui alle Politiche di giugno 2027 abbiamo 15 mesi di campagna elettorale».

Come vanno impiegati?

«Il centrosinistra deve caratterizzarsi per le sue proposte e noi, come Casa riformista, abbiamo lanciato le primarie delle idee. Dobbiamo parlare di giustizia, di sicurezza, di braccialetti elettronici che non ci sono, di tasse che si alzano in un paese in cui Meloni ha aumentato la pressione fiscale al 43,1%. Non siamo noi il Governo Dracula, sono loro! Su tasse e sicurezza, in teoria i nostri punti deboli, dobbiamo insistere per trasformarli in punti di forza».

La politica estera vi divide, ma sull’idea di un’iniziativa europea per porre fine alla guerra in Ucraina anche Conte potrebbe essere d’accordo.

«Sì ed è un bene. Così come nel chiedere un ruolo europeo in Medio Oriente, siamo tutti d’accordo. Se non si risolve la chiusura dello stretto di Hormuz nei prossimi giorni, avremo un impatto significato sulle persone. Il centrosinistra si deve fare carico di fare proposte per uscire dal caos».

Meloni vi ha cercato, ha proposto un tavolo di consultazione con le opposizioni. È sincera o lo fa perché la vicinanza con Trump lo mette in difficoltà?

«Bisognerebbe chiederlo a lei. È evidente che si era proposta come ponte tra Europa e Usa e questo ponte non c’è. Quanto al confronto, è sempre sacrosanto, anzi è strano che Meloni abbia aspettato così tanto».

Lei ci andrebbe a palazzo Chigi?

«Intanto ci ha dato la disponibilità a informarci per le vie brevi, rimaniamo lì. Poi l’aspettiamo in parlamento più spesso di quanto faccia oggi. Non mi impiccherei sulla formula tavolo - non tavolo: di fronte a questo caos sembriamo matti».

Su Erbil piovono droni, dovremmo chiudere la missione?

«Sono stato ad Erbil nel 2014 quando il Kurdistan iracheno era un obiettivo dell’Isis. Allora le ragazze curde salvarono l’onore dell’Occidente: abbandonarle oggi sarebbe un atto di viltà».