Renzi: «Le prossime elezioni si vinceranno al centro»
Intervista di Matteo Renzi per «La Gazzetta del Sud» del 29-03-2025
di Sebastiano Caspanello
Il leader di Italia Viva: «Serve un'alternativa a questo governo, non accettiamo veti. Schifani in Sicilia? Disastro sotto gli occhi di tutti. Favorevole al Ponte, però...»
Matteo Renzi, da sempre considerato grande comunicatore. Ora è lei che dà dell’lnfluencer a Giorgia Meloni. Perché?
«È bravissima a comunicare e non ci trovo nulla di male, anzi. Il problema è che lei si limita a comunicare. Si dovrebbero fare le riforme e poi raccontarle. Meloni in oltre 800 giorni di governo non ha portato a casa nulla che incida nella vita delle persone».
Ha detto che per far tornare la destra all'opposizione serve "uno straccio di coalizione".
«Se vogliamo costruire una alternativa a questo governo che non fa nulla per sanità, bollette, stipendi, un governo che rimpatria un criminale come il libico Almasri e che spia i giornalisti, dobbiamo guardare a quello che ci unisce, non a quello che ci divide. Non accettiamo veti e non ne subiamo, puntiamo a rappresentare l'area di centro nella coalizione di centrosinistra».
Dazi, peso internazionale, Pnrr. Cosa la preoccupa di più?
«I dazi di Trump fanno male alla Sicilia e all'Italia, ma Salvini dice che sono una opportunità. Ve ne rendete conto? La premier predica prudenza, servirebbe più determinazione. Quanto al ruolo dell'Italia nel mondo, è debolissimo, servono gli Stati Uniti d'Europa. Sul Pnrr, un conto sono i toni trionfalistici, un conto i fatti. I ritardi e le recenti richieste del governo dimostrano che la situazione è preoccupante».
Cosa avete visto nel centro migranti in Albania?
«Con una delegazione di Italia Viva abbiamo visitato una cattedrale nel deserto costata un miliardo di euro completamente vuota, con poliziotti e carabinieri costretti a restare lì anziché occuparsi della sicurezza degli italiani. Ora l'ennesima beffa: il decreto che vuole trasformare il centro di Gjadër in un Cpr. Peccato che ci sia già un Cpr. Solo chiacchiere, solo propaganda a spese degli italiani».
In Sicilia e in Calabria in che condizioni trova il fronte progressista?
«Sono due realtà differenti. in entrambe Italia Viva può contare su eccellenti dirigenti, fra cui Davide Faraone e Dafne Musolino per la Sicilia, Filomena Greco per la Calabria. Qui così come nel Paese le prossime elezioni si vinceranno al centro. È fondamentale attrarre i voti dei moderati».
Come vede questa nuova creatura centrista di Lombardo, Lagalla e Miccichè?
«Guardiamo con favore ogni esperienza moderata e riformista. Fermo restando la nostra collocazione nel centrosinistra, consideriamo interlocutori chi attualmente è dall'altra parte. Il centro sarà determinante».
Crisi idrica, sanità. Non siete teneri col governo Schifani.
«Il disastro della giunta Schifani è sotto gli occhi di tutti. Il problema non è l'acqua ma l'assenza di infrastrutture idriche. Sono preoccupato per ciò che potrebbe prospettarsi questa estate. Quanto alla sanità, il caso Trapani dei 206 pazienti che hanno ricevuto dopo mesi i risultati degli esami istologici è scandaloso. Ho parlato con la coraggiosa signora che ha fatto esplodere il caso, la professoressa Maria Cristina Gallo. Per quel ritardo clamoroso non ha potuto iniziare per tempo la chemioterapia e i tumori si sono espansi. È inaccettabile».
Si è sempre detto favorevole al Ponte, anche quando era segretario del Pd.
«Sono tuttora favorevole, non ho cambiato idea. Penso però che sia inaccettabile realizzarlo con risorse destinate alle infrastrutture siciliane. In questi giorni ho girato questa meravigliosa terra guidando la mia macchina, ho potuto ammirare la bellezza della Sicilia, ma anche accertare ancora una volta lo stato catastrofico delle strade. Bene il ponte, ma si realizzi con fondi ad hoc e parallelamente si pensi a rimodernare ferrovie e autostrade».