Renzi: «Porte aperte a tutti, altrimenti rischiamo Vannacci a Palazzo Chigi»
Intervista a Matteo Renzi per «La Repubblica» del 17-07-2026
di Francesco Bei
Il leader di Italia viva: «Agli amici del centrosinistra dico che se non vinciamo Meloni va al Colle e Vannacci alla guida del governo» Matteo Renzi è certo che la nuova legge elettorale andrà in porto, perché «Meloni ha paura di perdere e l'aver insistito così tanto su questa riforma è un segnale di debolezza». Per questo invita i leader del centrosinistra a darsi da fare, «tenendo le porte della coalizione aperte a tutti». Persino a Carlo Calenda.
Con il Rosatellum il risultato più probabile sarebbe un pareggio. Per questo Meloni ha fretta di cambiarlo?
«Sì, lei non può permetterselo. Perché a quel punto sarebbe risucchiata in un governo di responsabilità. Gioca il tutto per tutto: se vince fa all-in e si prende il Quirinale»
Lei si vide bocciare l'Italicum dalla Corte costituzionale. Stavolta i giudici avranno il tempo di intervenire sulla legge Meloni?
«Lasciamo che la Corte faccia il suo mestiere, non mi sembra corretto puntare a un intervento dei giudici. Parliamo di politica: se loro sono così impauriti, e se ne dicono di tutti i colori fra alleati, per il centrosinistra è un'occasione da non perdere. Dopo il referendum potevamo sfruttare l'onda e invece ci siamo fatti male da soli, oggi per favore non commettiamo lo stesso errore»
Di cosa c'è bisogno?
«Di fare una grande campagna, di iniziare a parlare al terzo settore, ai sindaci civici, alle imprese. Bisogna smetterla di guardarsi la punta dei piedi e pensare alle sfide internazionali, all'innovazione tecnologica, alle scelte sull'energia e sugli stipendi, a un nuovo modello di sanità: è arrivato il momento di presentare un piano strategico per spiegare quello che vogliamo fare dell'Italia»
Alla Camera Fratelli d'Italia ha votato a favore di un emendamento sulle preferenze presentato dai vannacciani. Un segnale politico in vista dell'alleanza?
«Su Vannacci fanno un'operazione lose-lose, anziché win-win. Perché se lo imbarcano perdono la faccia, se non lo imbarcano perdono le elezioni. Ammesso che Vannacci voglia farsi imbarcare...»
Su Vannacci di solito ci ha preso cosa accade se Meloni lo tira dentro?
«Che rende irrilevanti la Lega e Forza Italia. Se sta in coalizione, il prossimo vicepremier lo fa Vannacci, altro che Salvini. Per questo mi sto sgolando con gli amici del centrosinistra: basta polemiche, ora uniti e andiamo a vincere. Se non vinciamo, la Meloni va al Quirinale e Vannacci a Chigi»
Chi sono stati i franchi tiratori alla Camera?
«Soprattutto quelli di Forza Italia, è un segreto di Pulcinella. Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha già detto che, se provano a rimettere le preferenze, la legge elettorale se la possono votare da soli. Più chiara di così! È stato un alert della famiglia Berlusconi a Giorgia Meloni»
Lorenzo Guerini invita a tenere aperte le porte dell'alleanza a tutti, compreso Carlo Calenda. E lei?
«Penso che non ci sarà spazio per un terzo polo. Nel momento in cui la partita diventa una sfida all'ultimo voto per chi prende il premio di maggioranza, chi sta fuori dalle coalizioni diventa irrilevante. Anche se Calenda dovesse raggiungere la soglia del 3%, non toccherebbe palla»
Lei terrebbe le porte aperte anche ad Azione?
«Più che aperte, spalancate. Sapendo che Calenda cambia idea sempre la sera prima della presentazione delle firme. Ma comunque meglio avere tutti dentro e vincere che fare questioni di lana caprina e perdere. Prepariamoci ad accoglierlo senza polemiche»
Oltre il campo largo con Pd, 5s e Avs, lei cosa vede nell'area riformista?
«Intanto diciamo che, senza noi riformisti, il campo largo non vince, non va oltre il 40%. Noi vogliamo mettere insieme tutti quelli che pensano a una sinistra che difende anche chi produce posti di lavoro, una sinistra pro Pil e non solo pro-Pal, una sinistra che non sia succube del giustizialismo, che lotta contro il climate change con la tecnologia e non con l'ideologia, una sinistra che sulla difesa dell'Ucraina non torni indietro»
È stato approvato un emendamento che costringe tutti i più piccoli a stare insieme, altrimenti i voti saranno dispersi e la coalizione non potrà avvalersene per il premio di maggioranza. Dicono che dietro ci sia lei, che vuole costringere tutti dentro casa riformista...
«Ma dai! Quell'emendamento l'ha presentato Forza Italia per la paura delle liste civetta. A noi non cambia nulla. Italia Viva da sola non basta: per questo abbiamo creato Casa Riformista, aperta anche a tanti altri mondi. Basta polemiche, lavoriamo tutti insieme»
Alla Camera si sono viste scene di esultanza e richieste di elezioni subito. Ma il centrosinistra appare ancora molto diviso.
«Certo che siamo diversi, tra noi e Fratoianni è chiaro che ci sono tante idee distanti. Ma gli elementi che uniscono sono più forti»
Ci dice i tre più importanti?
«Assicurare un presidente della Repubblica non sovranista nel 2029, bloccare l'esodo dei giovani che impoverisce l'Italia e produce un crollo demografico, evitare una svolta Maga anche nell'Ue. Tutti obiettivi che sono più grandi delle nostre differenze. Basta parlarci addosso, ora è tempo di agire»