Enews 1094 martedì 24 marzo 2026
Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare.
Accadde così dieci anni fa, dopo il “mio” referendum.
Io lasciai Palazzo Chigi, lasciai la guida del PD, tornai a casa senza nemmeno un seggio da parlamentare.
E non perché avevo “personalizzato”, ma per una elementare questione di decenza e di dignità.
Ci vuole dignità e tanto coraggio per lasciare l’incarico più importante d’Italia pur avendo nel Palazzo i numeri per andare avanti.
Avevo la fiducia di Camera e Senato ma non avevo la fiducia della gente. Esattamente come accade oggi all’attuale Presidente del Consiglio.
Oggi Giorgia Meloni ha sbagliato molto più di me dieci anni fa.
Partiva dal 55/60% delle forze che la sostenevano e ha preso il 46% (noi eravamo soli e avevamo contro anche il fuoco amico).
Ha prodotto uno scontro ideologico sulla giustizia che farà molto male al Paese nei prossimi anni.
Ha raccontato una storia sul referendum che non stava in piedi, da Garlasco ai giudici sull’Albania.
Ha prodotto una classe dirigente che definire imbarazzante è riduttivo, da Tajani a Delmastro, da Bartolozzi alla struttura di Chigi.
Ancora per qualche ora Meloni farà finta di nulla. Fischietterà parlando di altro.
Ma lei per prima si renderà conto che si è rotto il rapporto con il Paese.
Vi ricordate ne “L’influencer” parlavo dell’incantesimo che si sarebbe prima o poi rotto e che se interpreti il tuo ruolo come influencer alla fine c’è un pandoro che ti aspetta. Il pandoro di Giorgia è il referendum costituzionale. Non per quello che la riforma prevedeva ma per come è stata scritta, per come è stata imposta al Parlamento, per come è stata presentata ai cittadini.
Ho molta simpatia per chi combatte da leader e poca simpatia per chi sciacalla da iena.
Per questo dico a Giorgia Meloni che chi si sta preparando a sciacallare sono le persone vicine a lei, i compagni di coalizione, i finti amici ma veri ipocriti. Ci sono passato e so che il peggio - per Giorgia - deve ancora arrivare.
Il meglio invece deve ancora venire per il centrosinistra.
Da un mese parliamo di primarie.
Abbiamo lanciato le Primarie delle Idee e da sabato 11 aprile lavoreremo per costruire una piattaforma di proposte.
Il mio è un appello a tutti quelli che credono nella possibilità per il centrosinistra di giocarsela: che abbiate votato sì, che abbiate votato no, che siate delusi e non siate andati a votare, qualunque sia il vostro stato d’animo, venite a darci una mano nelle Primarie delle Idee.
Sabato 11 aprile alle 11:00 si parte da Roma ma il percorso toccherà tutte le città e i paesi d’Italia.
Chi vuole iscriversi qui, chi vuole dare una mano anche economicamente all’organizzazione di questo percorso lasci un piccolo contributo QUI.
ATTENZIONE: io credo che nelle prossime ore crescerà - e non di poco - l’attenzione verso il mondo di centrosinistra meno legato alla sinistra di PD, Cinque Stelle e AVS. Italia Viva e Casa Riformista devono essere pronte a lavorare con tutti quelli che vogliono aiutare a costruire un’alternativa a questa destra arrogante ma che non vogliono caratterizzarsi come troppo di sinistra. Ecco perché le Primarie delle Idee vanno oltre Italia Viva e avranno un comitato di garanti guidato da Tommaso Nannicini e molto aperto al contributo di tutti quelli che vogliono davvero dare una mano per avere un centrosinistra vincente.
Sul referendum ho fatto diverse interviste.
Le trovate qui.
Tre pensierini.
1. Tantissimi messaggi dopo il mio video sul Melanoma. Grazie a tutti, ma ripeto il concetto: ragazzi, controllatevi!
2. Theo Kiriakou è il nuovo proprietario di Repubblica, acquistata formalmente ieri da John Elkann. Conosco Theo da anni, è un professionista straordinario e crede davvero nella qualità e nella libertà dell’informazione. Repubblica e tutto il gruppo Gedi sono in ottime mani.
3. A proposito di piccoli strumenti di comunicazione: stanno crescendo sia Margherita, la cittadina civica digitale, sia Radio Leopolda. E anche i miei social tirano più del solito, grazie! Però serve far girare i nostri messaggi anche con il tam tam, con le reti diffuse, con il lavoro dei singoli volontari. Perché non tutto ciò che è virale è automaticamente vero, tutt’altro. Ma se le cose vere, le informazioni corrette, non diventano virali allora ha un problema la società, ha un problema la democrazia. Aiutateci a far passare le enews, i video, i messaggi social perché più persone si rendano conto che solo con una forte proposta di idee e di valori potremo vincere le prossime elezioni. E aiutateci a segnalare eventuali errori del database.
Un sorriso,
Matteo
PS. La situazione internazionale è sempre molto grave ma ciò che mi colpisce è il silenzio delle istituzioni internazionali rispetto allo scandalo del Presidente Trump. Le sue dichiarazioni suonano estemporanee ma subito prima delle sue parole si registrano movimenti finanziari anomali. Per me questo si chiama Insider Trading e pongo la questione delle scelte di Trump ormai da un anno (qui vecchio video da Parenzo, ricordate?). Quello che sta accadendo negli Stati Uniti nel rapporto tra dichiarazioni pubbliche e movimenti finanziari è semplicemente indecente. E prima o poi ci sarà chi avrà il coraggio di farlo notare.







