Enews 1099 lunedì 13 aprile 2026

Buongiorno e buona settimana.

1.        In Ungheria la maledizione di Trump si fa sentire. Il Presidente americano è stato decisivo per far vincere i suoi avversari anche a Budapest dopo che era accaduta la stessa cosa in Canada e Australia. Orbán va a casa dopo 16 anni e forse l’endorsement sguaiato di Trump/Vance si è fatto sentire più del previsto, ma si è fatto sentire al contrario. Interessante notare come anche Meloni si sia spesa per fare campagna elettorale in Ungheria e Orbán ha perso esattamente come era già accaduto in Polonia, Spagna, Regno Unito. Giorgia Meloni sta diventando una Re Mida al contrario. Non ha solo perso il partito di Orbán, ha vinto l’idea degli Stati Uniti d’Europa e chi come noi l’ha proposta in tempi non sospetti oggi non può che rafforzare il concetto. Serve andare subito, adesso, verso due pilastri di una maggiore integrazione. Il primo è la difesa comune: in tempi come quelli che stiamo vivendo non ci sono alternative a investire insieme e meglio sulla difesa. Il secondo è la ricerca europea: più la leadership americana genera sconcerto, più dobbiamo attrarre talenti e cervelli, costruendo cultura e spingendo sull’innovazione. Vedo la sconfitta di Orbán come una grande occasione per l’Europa a condizione di scommettere sull’innovazione e non sull’ideologia, sui valori e non sulla burocrazia.

2.        Nel frattempo Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice. Che è appunto “costruttore di ponti” a differenza di Trump, distruttore di relazioni e di civiltà. L’unico vantaggio: i Trump passano, i papi restano. Ma non c’è nessuno che sventolava il cappellino Maga che oggi avverta il bisogno di dire che l’attacco della Casa Bianca al Vaticano è semplicemente vergognoso? Tajani è ancora a Cologno Monzese a rapporto in azienda o può dire qualcosa? Salvini potrà mai ritrovare la favella?

3.        La crisi della destra mondiale e italiana pone al centrosinistra una grande questione: come si fa a essere credibili senza limitarsi a parlare male di Meloni e Trump? C’è sicuramente una questione leadership (e io ho detto in questa intervista a La Stampa che per me le primarie sono necessarie e giuste) ma c’è anche una questione programmatica, di idee, di sogni per il Paese. Ecco perché abbiamo dato vita a una bellissima iniziativa che si chiama “Primarie delle idee”: qui il sito. Italia Viva ha organizzato e pagato questo progetto (e siccome è un bello sforzo, ogni contributo – anche piccolo – è per noi prezioso, grazie a chi potrà aiutarci) ma è un progetto che va oltre Italia Viva come sa chi ha seguito il bel dibattito di sabato: qui il mio intervento introduttivo. Ma sul mio canale YouTube (a proposito: abbiamo superato quota 100.000, grazie a tutti!) trovate l’intera diretta. Mi piace molto un fatto apparentemente piccolo: nelle prime 48 ore già sono state avanzate 155 proposte! E molte sono davvero interessanti. Siamo davvero solo all’inizio: abbiamo tempo fino al 30 settembre per proporre, discutere, votare, rilanciare i nostri sogni per l’Italia. Venite a darci una mano!

Sulla situazione ungherese farò due passaggi. Il primo con David Parenzo a LA7 alle 12. Il secondo con Bobo Giachetti a Radio Leopolda alle 17.

Un sorriso,

Matteo

PS. Mentre il Ministro dell’Interno pare in tutt’altre faccende affaccendato la situazione sicurezza è sempre più grave. Non esiste solo un tema di mancati rimpatri, ma anche un tema di sicurezza. Ciò che è accaduto a Massa mi sconvolge. Un uomo di neanche 50 anni ha perso la vita sotto gli occhi del figlio undicenne a quanto pare dopo essere stato colpito da un alcuni ragazzini ubriachi. Siamo alla follia, le nostre città sono allo sbando e non capisco come il Governo possa continuare a dire che va tutto bene. C’è qualcuno al Viminale? Possibile che si debba morire così senza che le forze dell’ordine abbiano mezzi e risorse per intervenire?