Enews 1103 lunedì 11 maggio 2026
Buongiorno.
Esattamente dieci anni fa il mio Governo poneva la fiducia su un disegno di legge molto discusso e combattuto. Per anni si era litigato molto sul tema del riconoscimento delle unioni civili ma nessuno aveva portato a casa il risultato. Quel giorno – l’11 maggio 2016 – in Aula dicemmo che il Governo si giocava tutto e che se non fosse passata quella legge saremmo andati a casa. Era un azzardo politico, come tanti altri di quel periodo, ma era anche un dovere morale perché tanti nostri connazionali potessero essere famiglia, con i propri diritti e i propri doveri davanti alla società.
Non tutti gli azzardi politici di quella stagione sono finiti bene. Ma sono orgoglioso di aver rischiato tutto per un principio. E penso che le oltre ventimila persone che si sono unite civilmente in questi anni meritassero quel rischio.
Inutile stare a ricordare chi ci attaccò alle spalle in quelle ore e oggi magari ci fa lezione sui diritti, inutile stare a pensare a quanto ci sia elettoralmente costato quella scelta. Era una cosa giusta da fare, l’abbiamo fatta. E dopo dieci anni possiamo dirlo: chi si ama non è mai un problema per la società. Per una società il problema sono quelli che odiano, non quelli che amano. Aver riconosciuto diritti (e doveri) a chi si ama è stato semplicemente giusto e sono contento di averlo fatto. Tutto qui. E quando trovo qualcuno che mi ferma, per la strada, in aeroporto, in giro per il mondo, dicendomi: “mi sono sposato grazie alla tua legge” confesso che mi spunta un sorriso dal profondo del cuore. Buon decennale a tutti!
E ricordiamocelo sempre: chi vuol fare politica e non rischia mai, forse sta al potere più di quanto siamo stati noi. Ma non produce risultati. E il potere senza risultati è solo occupazione di poltrone, non cambia la vita alla gente.
Breve aggiornamento sul resto.
1. Bellissima iniziativa con i giovani nel nome di Sophie Scholl e con una rosa bianca in mano. Come sono felice quando incontro gli studenti universitari (e anche qualcuno scappato da scuola per chiacchierare di politica!)
2. Abbiamo ricordato ALDO MORO in via Caetani 48 anni dopo il ritrovamento del cadavere.
3. Sono stato ospite di Tiziana Panella a Tagadà, Giovanni Floris a Dimartedì e ho fatto alcune interviste a Repubblica, Corriere della Sera e QN.
Nel frattempo nuova puntata del caso Giuli, il ministro dell’arroganza incapace, un cavallo scosso nel palio più inutile della storia. Qui il link alla mia richiesta di dimissioni dopo che lui ha licenziato il suo intero staff. Chi ricorda la strafottenza con cui Giuli iniziò il suo mandato ministeriale non rimarrà certo sorpreso vedendo la fine ingloriosa che il ministero sta facendo. E dire che la cultura in Italia potrebbe essere la vera marcia in più del Paese, ma finché hai gente come Giuli a gestirla dove vuoi andare?
Un sorriso,
Matteo
P.S. Mercoledì alle 16.30 Giorgia Meloni viene al Senato per il question time. Finalmente la Premier viene a rispondere alle domande dei senatori. Chissà se stavolta risponderà davvero…ci vediamo in diretta TV da Palazzo Madama.








